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Cinque barzellette sui genovesi

Abbiamo raccolto qualche barzelletta sui genovesi per strapparvi un sorriso in occasione della terza Giornata mondiale della felicità

L'autoironia è una caratteristica che non manca ai genovesi, spesso accusati di molte cose, soprattutto di essere "tirchi". 

Abbiamo raccolto cinque barzellette sugli abitanti della nostra città, per strapparvi una risata oggi, venerdì 20 marzo, in occasione della terza Giornata mondiale della felicità, ricorrenza indetta dall'Onu.

Eccole:

1) Un genovese è in bagno. Gli cade un euro nel gabinetto. Sta un po' a pensarci su, poi finalmente decide... e ne butta un altro: "Adesso vale la pena raccoglierli!".

2) Una coppia genovese innamorata passeggia tenendosi per mano. Passano davanti ad una pasticceria e lei dice:
- Mmh, che buon profumo.
- Vuoi che passiamo davanti un'altra volta?

3) Un genovese ordina un doppio whisky. Sta per bene, quando si accorge di una mosca che nuota all'interno. Con aria furente la tira fuori dal bicchiere, l'appoggia sul tavolo e inizia a premerla tra le dita: "Sputa, maledetta, sputa!".

4) Entra un genovese in un autobus e chiede al conducente:
- Scusi, si deve pagare il biglietto per un fiore?
- Certamente no.
- Dai Rosa, entra.

5) Perché i genovesi guardano i film porno al contrario? Perché amano il lieto fine, quando la prostituta restituisce i soldi al cliente.

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