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Bartolomeo Gagliano, le mosse sbagliate del killer

Tradito da alcuni clienti di un bar di Mentone che lo avrebbero riconosciuto e da un pedaggio non pagato al casello di Ventimiglia. Ecco le mosse sbagliate di Bartolomeo Gagliano, arrestato in Francia dopo tre giorni di fuga

Incastrato dalla targa e da alcuni clienti di un bar, bar in cui aveva fatto colazione e preso un aperitivo. L'arresto di Barolomeo Gagliano, il serial killer evaso dal carcere di Marassi il 17 dicembre scorso, acquista nuovi dettagli di quello che resterà come uno degli scandali della sicurezza italiana, più che, come Alfano e la Cancellieri hanno sostenuto da ieri «l'esempio che lo Stato funziona».

LA FOTO Gagliano è stato arrestato venerdì a Mentone, in Francia, e, come comunicano le forze dell'ordine è stato accertato come il medesimo, il 17 dicembre scorso alle ore 23.12, a bordo dell’autovettura Fiat Panda di colore verde rapinata a Genova, sia entrato in autostrada dal casello di Albisola, ove le immagini dell’autovettura sono state impresse dai sistemi di videosorveglianza presenti al casello (nella foto). Successivamente alle ore 00.39 l’evaso a bordo dell’autovettura ha fatto ingresso in territorio francese uscendo al casello autostradale del confine di Stato.

RICONOSCIUTO AL BAR Poi il serial killer è stato riconosciuto ieri mattina dai clienti di un bar di Mentone che hanno dato l'allarme. Il fuggiasco aveva pranzato mercoledì nel bar e ci è tornato oggi per un aperitivo. «Erano le 11.30 - ha detto un cliente agli organi di stampa -. Ha ordinato un aperitivo ma poi ha preso un caffè ed è uscito. Noi avevamo un sospetto da mercoledì, oggi abbiamo guardato bene le foto su internet e abbiamo capito che era lui. A quel punto abbiamo chiamato la polizia». «Mercoledì aveva mangiato delle bruschette e gli erano piaciute - ha spiegato il cliente del bar di Mentone - e aveva detto che sarebbe tornato ancora. Ieri il locale è stato chiuso ma oggi alla riapertura Gagliano è tornato dicendo che avrebbe preso un aperitivo. A noi è apparso come una brava persona. Abbiamo parlato sia del cibo sia di Mentone e dei dintorni». «Mercoledì, quando quell'uomo se ne è andato siamo rimasti ancora un po' qui a parlare tra noi - ha detto ancora il cliente - Qualcuno ha azzardato l'ipotesi che quell'uomo potesse essere il ricercato ma dopo qualche discussione abbiamo pensato che non poteva essere lui, che non somigliava alle foto diffuse». E invece.

L'ARRESTO Bartolomeo Gagliano è stato catturato in una piazza di Mentone dopo un appostamento. Uomini della gendarmerie hanno individuato in un parcheggio l'auto con cui era fuggito il serial killer attraverso il colore e la targa e hanno atteso il ritorno del fuggiasco per bloccarlo. Gagliano non ha opposto resistenza. Nell'albergo dove alloggiava ritrovata la pistola, una 7.65 con un colpo in canna, e nella sua stanza d'albergo sono state trovate numerose munizioni calibro 38,22 e 9, più una serie di pasticche. Lo ha detto Gennaro Capoluongo, direttore del Servizio di Cooperazione Internazionale della polizia, spiegando che «ciò ci fa capire che l'uomo era estremamente pericoloso».

LA MOSSA SBAGLIATA Il killer Bartolomeo Gagliano è stato tradito dal passaggio al casello autostradale a Ventimiglia mentre era diretto in Francia: non si è fermato a pagare il pedaggio e il casellante di turno ha subito segnalato alle forze dell'ordine il passaggio dell'auto, una Panda di colore verde chiaro come quella indicata nelle notizie sul ricercato.

DIRETTORE CARCERE ALLONTANATO «Dichiarazioni temerarie, visto che il carcere era in possesso di tutti i documenti della storia del detenuto" e "leggerezza", con cui "ha gettato allarme sulla popolazione e discredito sulle istituzioni''. Per questi motivi il ministro della Giustizia Anna Maria Cancellieri ha deciso l'allontanamento del direttore del carcere genovese di Marassi, Salvatore Mazzeo. «Non sapevamo che avesse quei precedenti penali per diversi omicidi, stando agli atti per noi era solo un rapinatore" aveva detto Mazzeo mercoledì.

IL SINDACATO DI POLIZIA Sulla vicenda è intervenuto anche il sindacato di polizia penitenziaria Sappe, che invita a non trasformare Mazzeo in una "vittima sacrificale". Del resto, dice il segretario del Sappe Donato Capece, «sono passati meno di tre mesi da quando la Ministro della Giustizia Cancellieri, in visita proprio a Genova Marassi, definì quello diretto da Mazzeo un carcere 'illuminato, bene organizzato e con un ottimo rapporto con il territorio'».

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