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Cronaca Arenzano

Sindrome fatale dopo aver mangiato un formaggio a latte crudo: bimbo muore dopo settimane in ospedale

Il calvario del piccolo Elia, mancato il 21 maggio, è cominciato a inizio aprile, con la corsa in ospedale. "Non dovrà succedere mai più a nessun bambino, questa sarà la mia battaglia" è la promessa del papà Marco

"Sembra banale ma certe cose quando succedono cambiano per sempre la vita, e questo stupido acronimo, Seu, ha cambiato quella del mio piccolino, la mia quella, della mamma, dei nonni, fratelli, zii e quella di tutte le persone che hanno avuta la fortuna di vederlo correre nel vicolo e in passeggiata nei suoi splendidi due anni e mezzo". Inizia così il lungo sfogo social di papà Marco: il calvario del suo piccolo Elia, mancato il 21 maggio, è cominciato a inizio aprile, con la corsa al Gaslini. "Vorrei che quanto scritto possa mettere in guardia i genitori dai rischi della Seu. Non dovrà succedere mai più a nessun bambino, questa sarà la mia battaglia" è la promessa di Marco.

Il bambino di neanche tre anni aveva sviluppato una malattia rara, sindrome emolitica-uremica, per aver mangiato un formaggio a latte crudo contaminato dal batterio Escherichia Coli durante un soggiorno in montagna. Cinquantun giorni - raccontano i genitori sui social - di rianimazione, interminabili, una tragedia devastante. Gli organi colpiti, il cervello compromesso, e il coma. Al funerale, svoltosi ad Arenzano dove vive la famiglia di Elia - che ora vuole battersi per una maggior chiarezza nelle etichette dei prodotti caseari a latte crudo - i parenti sono stati abbracciati da un'intera comunità che ha voluto essere presente nel momento più difficile, ricordando la vivacità e gli occhi blu sempre allegri e spensierati di quel bimbo che ora non c'è più e la cui scomparsa ha lasciato sotto shock l'intera cittadina. "È riuscito a scappare dalla rianimazione, non dalla porta però, ha approfittato di un refolo d'aria e una finestra socchiusa ed è volato via in una nuvola" scrive sempre papà Marco.

Ma cos'è la Seu? Il portale dell'Istituto Superiore di Sanità spiega che si tratta di una "malattia acuta rara che rappresenta, tuttavia, la causa più importante di insufficienza renale acuta nell’età pediatrica, in particolare nei primi anni di vita. Nella sua forma tipica (circa l’85% dei casi), la Seu rappresenta la più grave complicanza di un’infezione intestinale batterica, sostenuta da ceppi di Escherichia coli produttori di una potente tossina detta Shiga-tossina o vero-citotossina. L’infezione si trasmette principalmente per via alimentare".

La Seu è spesso caratterizzata dalla comparsa di tre sintomi: anemia emolitica, trombocitopenia e insufficienza renale (a causa della quale molto spesso i pazienti colpiti devono ricorrere alla dialisi). E ha un notevole impatto sanitario poiché è causa di mortalità prematura. "Il decorso della Seu - continua il portale dell'Iss - può essere rapido per cui è importante intervenire molto tempestivamente ricorrendo a centri ospedalieri di riferimento specializzati (reparti di nefrologia, dialisi, pediatrie)".

In Italia esiste anche un Registro Italiano Sindrome Emolitico Uremica che raccoglie informazioni sui casi di malattia che si verificano nel Paese: la registrazione dei casi di Seu pubblicati in un report periodico ha una grande rilevanza in termini di sanità pubblica poiché la Seu è considerata un efficace indicatore dell'andamento delle infezioni da Escherichia coli.

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