Dai bimbi ai genitori, gara di solidarietà per la famiglia della piccola Tasnuba

Venerdì mattina gli alunni della scuola elementare si sono presentati in vico di San Marcellino per accompagnare a scuola le sorelle della bimba precipitata dalla finestra mercoledì sera. Ma le iniziative per aiutare sono state moltissime

Una lunga catena umana fatta di piccole mani che si stringono l'una all'altra per mandare un messaggio universale, che supera ogni barriera: «Non siete soli».

Venerdì mattina, due giorni dopo la morte della piccola Tasnuba, i compagni di classe delle due sorelle della bimba di tre anni morta precipitando dalla finestra si sono presentati in vico di San Marcellino, dove la tragedia si è consumata e dove la famiglia abita, per manifestare tutta la loro vicinanza alle compagne di scuola e ai loro genitori.

L'iniziativa è stata corale: praticamente tutti gli alunni della scuola di via San Francesco, e i rispettivi genitori, hanno voluto partecipare e far sentire la loro presenza alla famiglia, distrutta da una terribile fatalità. Vero è che la mamma di Tasnuba attualmente è indagata per abbandono di incapace aggravato dalla morte, ma si tratta di fatto di un passaggio necessario per avviare gli accertamenti, compresa l'autopsia, che verrà effettuata sabato mattina.

Ciò che è accaduto, però, sembra ormai essere stato chiarito: la piccola Tasnuba, febbricitante, è rimasta a casa da sola per meno di venti minuti, una scelta che la mamma ha preso, con difficoltà, per andare a recuperare le altre due figlie di 6 e 10 anni, iscritte alla Daneo, ed evitare di farle prendere freddo in una giornata in cui le temperature si erano radicamente abbassate e il vento gelido tagliava il viso. 

Un'assenza brevissima, in cui la piccola è riuscita chissà come ad aprire una finestra e a sporgersi dal quinto piano, perdendo l'equilibrio e precipitando sul selciato sottostante. Una tragedia cui la donna ha praticamente assistito, impotente: presa dal panico ha immediatamente cercato aiuto prendendola tra le braccia e correndo in via del Campo e poi verso via San Luca, dove il marito ha un negozio. Alcuni negozianti l'hanno soccorsa e hanno chiamato subito l'ambulanza, ma per la piccola non c'era ormai più nulla da fare.

Una tragedia che ha lasciato un intero quartiere sotto choc, e che ha provocato una catena di solidarietà partita proprio dalla Daneo: i genitori degli alunni, medici, psicologi, avvocati, hanno immediatamente messo a disposizione della famiglia le loro competenze, altri si sono semplicemente presentati alla porta della casa dove mamma, papà e sorelline sono ospitate, avvolte dal calore della comunità bengalese che si è subito stretta intorno alla famiglia. E in tanti, soprattutto sui social network, hanno voluto prendere pubblicamente le difese di una mamma distrutta, scagliandosi contro chi si è lasciato andare a commenti poco delicati su quanto accaduto e ha puntato il dito contro la decisione di lasciare la piccola sola a casa. Anche questo, un modo per far sentire alla famiglia, e a una madre, solidarietà e vicinanza.

«È stato un momento bellissimo, ma anche tristissimo», ha commentato un papà che ha partecipato al piccolo corteo di venerdì mattina. E giovedì sera era arrivato anche il messaggio di vicinanza del governatore ligure, Giovanni Toti, che si è congratulato con le famiglie della scuola per il gesto: «È il bell'esempio di amore e forza che come sempre ci danno i bambini. Questo vuol dire essere una comunità. Un ringraziamento a questi bambini e un abbraccio forte a questa famiglia, da Giovanni prima ancora che da presidente».

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