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Cronaca

«Sei troppo lento a suonare» e lo colpiscono con 40 coltellate

Il tribunale ha condannato i genitori di Cristina e Andrea Balzano a pagare 822 mila euro per non aver saputo educare i figli. I due nel 2008 colpirono un sedicenne con quaranta coltellate. La ragazza spiegò col fatto che il chitarrista era lento

Genova - Il 6 dicembre 2008 colpirono con quaranta coltellate un altro giovane, A. D., col quale condividevano la passione per la musica. Per quell'episodio sono stati condannati Cristina Balzano, allora di 19 anni, e il fratello Andrea, all'ora sedicenne, come la vittima, rimasta poi invalida.

Ma per la famiglia del giovane che ha rischiato la vita non sono state sufficienti le pene inflitte ai fratelli Balzano (Cristina condannata a sei anni in appello, pena che sta scontando in una comunità; concessa dal tribunale dei minori la 'messa in prova' ad Andrea) e così decidono di fare causa ai genitori dei due assalitori.

Adesso è arrivata la sentenza che impone ai coniugi Balzano di pagare ai genitori del giovane rimasto invalido la somma di 822 mila euro, in quanto colpevoli di non aver educato bene i figli. Durante gli interrogatori Cristina aveva spiegato il perché di quel folle gesto. Il chitarrista sedicenne «suonava troppo lento e rovinava la canzone che stavamo facendo per commemorare la morte di un nostro amico scomparso in un incidente».

Cristina, leader della band dark Soul Cry, e gli altri due erano appena stati a provare in una saletta di Campi. Al ritorno a casa nel quartiere di Sestri Ponente, in vico Sottoripa, è scattata la terribile punizione. Cristina ha estratto dalla borsa il coltello e ha iniziato a infierire sul sidecenne. Poi ha passato la lama al fratello per continuare la violenza. Quasi agonizzata la vittima è riuscita ad afferrare la lama, gesto che potrebbe avergli salvato la vita.

Ora la famiglia del ragazzo accoltellato verrà risarcita dai Balzano, incapaci secondo il giudice di fornire al figlio un'adeguata educazione. Secondo il tribunale la personalità «disarmonica» e dai tratti «narcisistici» di Andrea trova origine «nelle oggettive carenze dell'attività educativa».

Certamente la cifra potrà alleviare le sofferenze di una famiglia distrutta dalla furia di un'altra, ma certo non potrà restituire l'infanzia e la spensieratezza a un giovane segnato per sempre da una inspiegabile barbarie.

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