Ripartita la "nave delle armi", a Genova resta un generatore

La protesta dei portuali genovesi ha ottenuto il risultato sperato: la Bahri Yanbu ha salpato lunedì sera dopo avere imbarcato soltanto viveri

È ripartita lunedì sera la Bahri Yanbu, la nave battente bandiera saudita finita al centro delle polemiche per il carico di armi che trasporta e che verrebbero utilizzate da Riad per nella guerra contro lo Yemen.

Il cargo è partito intorno alle 22.30, dopo una giornata di protesta in porto e dopo un incontro in prefettura che ha gestito le operazioni di carico, bloccate dai portuali. Il prossimo porto che toccherà è quello di Alessandria d’Egitto, destinazione finale. A Genova è rimasto un generatore elettrico a uso bellico che alla fine non è stato caricato, mentre è stato caricato il materiale considerato “civile”, perlopiù viveri.

«Alcune attrezzature considerate dual use - ha detto l’ammiraglio Nicola Carlone, comandante della Guardia Costiera - sono state messe da parte e questo entrerà nella sfera delle valutazioni doganali, quindi di altri organismi, non nostre». La decisione, da parte del collettivo portuali, di non partecipare alle operazioni di carico ha rapidamente fatto il giro del mondo, con diversi media stranieri che hanno sottolineato la presa di posizione dei “camalli” liguri.

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