Cronaca

Azzardo, la Consulta comunale dice no alla proroga

Il 2 maggio scadranno circa il 90% delle licenze, ma la Regione potrebbe posticipare il termine di un anno

Il 2 maggio 2017 scadranno circa il 90% delle licenza a Genova per le sale da gioco ed entrerà in vigore il nuovo regolamento comunale, che consentirà di modificare radicalmente la presenza delle sale da gioco in città e ridurre in maniera drastica il numero di slot machine all'interno di bar e e tabaccherie genovesi, inserendo vincoli di distanza da luoghi sensibili come chiese, scuole, case di riposo, stabilimenti balneari e impianti sportivi, ma la Regione sarebbe intenzionata a prorogare la scadenza di un anno. Una soluzione che non piace alla Consulta comunale contro l'azzardo che, in accordo con il coordinamento regionale "Mettiamoci in gioco" ha emesso un duro comunicato.

«Non è accettabile motivare questa decisione dicendo che la proroga consentirebbe di sostenere i commercianti che subiranno un danno economico, a seguito della forzata rinuncia all’attività legata all’azzardo - spiega la presidente della Consulta e consigliera comunale Clizia Nicolella - non si può ignorare che il guadagno del gioco vada a scapito di soggetti, spesso molto giovani o già disagiati, che possono essere precipitati in una spirale di disagio relazionale, economico e sociale ed esposti a meccanismi di criminalità e usura. L'ipotesi di una moratoria sulle autorizzazioni all'azzardo è in contraddizione con lo spirito della legge regionale 17/2012 e rende inefficace il regolamento comunale sulle sale da gioco e giochi leciti, ma soprattutto  irride all'attività degli operatori sanitari e dei molti soggetti associativi che da anni si adoperano  in difesa della salute dei cittadini, del decoro e della legalità sul territorio, della qualità del tessuto commerciale».

Il gioco d'azzardo, secondo la Consulta, è la terza industria del nostro Paese per volume d'affari che, anziché creare benessere, sottrae 90 miliardi l'anno all'economia corrente. Un corretto sostegno alle imprese commerciali passa dalla creazione di occasione di sviluppo economico con investimenti sulle dinamiche del commercio, sulla qualità del tessuto socio-sanitario, sulla garanzia di legalità. 
«Proponiamo alla Regione di concentrarsi  su queste istanze – conclude Nicolella - convocando a un tavolo il Comune, le associazioni di categoria e i soggetti sanitari e "no slot",  per la gestione dell'applicazione del regolamento, mantenendo inalterati i termini di applicazione della legge, ma ipotizzando, per il periodo di svolgimento dei lavori, una moratoria sulla comminazione delle sanzioni, come previsto dalla stessa legge».

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