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Autovelox nascosti sulla statale della Val Trebbia, come difendersi

Secondo il Codice della Strada, gli autovelox dovrebbero essere annunciati da una apposita segnaletica. Ma questo non sempre accade sulla strada statale della Val Trebbia, in particolare nella zona di Bargagli, Davagna e Torriglia

I limiti di velocità vanno rispettati. Detto questo, c'è modo e modo di punire automobilisti e motociclisti indisciplinati. Secondo il Codice della Strada, gli autovelox dovrebbero essere annunciati da una apposita segnaletica. Ma questo non sempre accade.

Nell'arco del 2013, il Comune di Bargagli ha incassato 250 mila euro dalle multe; Torriglia una cifra intorno ai 60 mila euro e Davagna circa 25 mila euro. Denaro che aiuta a fare quadrare i bilanci municipali, ma il modo in cui viene racimolato sta finendo per allontanare le persone dalla valle, con risvolti evidenti.

La statale 45 della Val Trebbia, che collega Genova a Piacenza, è da sempre meta di motociclisti ma non solo. Lungo la strada si incontrano molti paesi, meta ideale per tanti genovesi in cerca di un luogo dove trascorrere una giornata all'aria aperta.

Lasciata alle spalle Prato, si esce da Genova e si inizia a salire. Dopo la frazione La Presa conviene tenere gli occhi ben aperti e restare entro i 50 chilometri all'ora. Arrivati a Trapena, poco prima di Bargagli, inizia la zona a rischio: il primo autovelox viene spesso posizionato in questo tratto.

Bargagli va attraversata prestando particolare attenzione, oltre al contachilometri, al semaforo posto al bivio per Sant'Alberto, nei pressi della caserma dei carabinieri. L'impianto è dotato di telecamera, che immortala la targa anche quando si passa col giallo; nel timore che il verde possa presto finire conviene fermarsi. Chi vi segue, se conosce la zona, sarà già pronto a sua volta a frenare.

Particolare attenzione meritano i bivi per Davagna e quello per Boasi, di fronte al bar dove i motociclisti sono soliti fermarsi per un panino o una bibita. Presto anche il rettilineo di Piancarnese potrebbe essere oggetto di postazioni per rilevare la velocità.

Non è finita: tra Bargagli e Torriglia ci sono due cartelli che indicano la fine del limite dei 50 chilometri all'ora, ma nessun altro segnale specifica il nuovo limite di velocità. Così anche questo tratto spesso è presidiato, soprattutto nel fine settimana.

Proseguendo sulla 45, in linea di massima conviene stare attenti laddove ci sono dei rettilinei e quindi è più facile oltrepassare, anche inavvertitamente, il limite dei 50 chilometri all'ora. Montebruno e Ottone sono due punti caldi in tal senso.

In linea di massima, anche per rispetto nei confronti degli abitanti, nei paesi bisogna rallentare. Così facendo si evita anche di finire immortalati dagli autovelox posizionati dentro insospettabili automobili parcheggiate. Negli ultimi tempi questa pratica si è andata estinguendo. Ciò non toglie che nei paesi bisogna andare piano.

Sovente, percorrendo la statale 45, capita di incontrare automobilisti o motociclisti che 'fanno i fari'. Non lo fanno per accecare chi incrociano, ma per segnalare la presenza dei vigili. Magari non è sistema troppo pulito, ma forse non lo è nemmeno posizionare rilevatori di velocità, senza segnalarli come prescrive il Codice della Strada.

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