Autostrade, avviso di garanzia per il direttore del Tronco di Genova

A Mirko Nanni è stato notificato un provvedimento che lo obbliga a presentarsi in procura per riferire sulle mancate ispezioni trimestrali

Nei giorni in cui in Liguria si fanno i conti con le pesantissime ripercussioni sul traffico dovute alle gallerie autostradali chiuse per controlli, il nome di Mirko Nanni, direttore del Tronco di Genova, finisce nelle carte dell’inchiesta condotta dai pm Walter Cotugno e Stefano Puppo.

A Nanni, come anticipato dal Secolo XIX, è stato notificato un avviso di garanzia con invito a comparire. Il che significa che il dirigente Aspi nei prossimi giorni dovrà presentarsi in procura per riferire dei controlli effettuati nelle gallerie del nodo autostradale ligure.

A Nanni viene contestato il reato di omissione di atti d’ufficio: ai pm il compito di accertare i motivi per cui le ispezioni trimestrali di sicurezza non sarebbero state effettuate, con riferimento anche nei mesi recenti. Nei giorni scorsi Nanni era intervenuto sui disagi patiti dagli automobilisti che si sono ritrovati bloccati in autostrada a causa della chiusura delle gallerie e della mancata riapertura, non segnalata.

«Siamo molto spiacenti per i disagi che si sono venuti a creare agli automobilisti - aveva detto Nanni - Questa tipologia di controlli si svolge in orario notturno ed è finalizzata ad analizzare in profondità lo stato delle opere e avviare contestualmente, se necessario, gli interventi di manutenzione. Quando è necessario, i tecnici, una volta individuati gli interventi necessari alla riapertura del fornice, procedono immediatamente alla loro realizzazione e questo può comportare un allungamento delle lavorazioni. È proprio grazie a questo metodo di lavoro che è possibile riaprire le gallerie al traffico nel corso della stessa giornata»

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Si tratta dell’ennesima svolta in un’inchiesta partita a dicembre 2019, quando parte della volta della galleria Bertè, sulla A26, crollò senza provocare feriti per un caso fortuito. Questo filone di indagini si aggiunge a quella, principale, aperta per il crollo del Morandi, e a quelle nate in seguito sui report falsificati sui viadotti e sulle barriere antirumore.

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