Autostrade, De Micheli: «Non potevamo rinviare i controlli». Toti: «Quante Bugie»

Botta e risposta a distanza sulla situazione delle autostrade liguri fra il ministro dei Trasporti Paola De Micheli e il governatore ligure Giovanni Toti

«Per la Liguria vogliamo la sicurezza che non accada più quello che purtroppo è avvenuto nel passato: quando è stato pagato un tributo inaccettabile». È chiaro il messaggio della ministro dei Trasporti, Paola De Micheli, lanciato sabato 4 luglio sui social.

Sabato 4 luglio è stata una giornata meno complicata rispetto alle precedenti sulle autostrade liguri, complici la riapertura di alcune gallerie e il blocco dei mezzi pesanti. Ma da lunedì a venerdì è stato un vero incubo, al punto da spingere il presidente della Regione a firmare un esposto alla Procura della Repubblica di Genova per la non ottemperanza all'ordinanza regionale di quattro giorni fa da parte del Ministero in merito a un nuovo piano e una diffida al Ministero in cui si chiede un tavolo entro sette giorni per quantificare in via bonaria il danno economico patito dalla nostra regione.

Oggi, domenica 5 luglio, il traffico si presenta per il momento regolare e non si segnalano particolari criticità, salvo in A10 dove si registra una coda di due chilometri tra il bivio A10/A26 e Arenzano e sull'A7 dove c'è un chilometro di coda fra Bolzaneto e Busalla.

Tornando al post della ministro, De Micheli spiega che «i disagi che si stanno vivendo lungo le autostrade liguri si esauriranno progressivamente nei prossimi giorni, con la conclusione di un imponente e approfondito piano di controlli delle gallerie e dei viadotti. In una regione dove abbiamo, per la sua conformazione fisica, la più alta concentrazione di gallerie d’Europa, abbiamo deciso di dare la massima priorità alla sicurezza».

«Abbiamo elaborato un piano - prosegue De Micheli -, nell’ambito delle migliori regole tecniche, per cercare di rendere sostenibili i controlli in un periodo condizionato dal termine dell’emergenza covid-19 e dall’inizio della stagione estiva, che hanno fatto risalire i volumi di traffico. Abbiamo potenziato i treni, abbiamo fatto sospendere alcuni cantieri non autostradali per agevolare la viabilità. Voglio essere chiara su una cosa: non potevamo rinviare i controlli, come qualcuno ci chiede, perché non si può mettere tra parentesi la sicurezza».

«Possiamo trovare le modalità per accelerare le verifiche e ogni soluzione possibile per limitare i disagi, ma non possiamo accettare il rischio che si ripetano i tragici eventi del passato - insiste la ministro -. Non potevamo non intervenire in una situazione che è il risultato di controlli svolti in passato dal concessionario, e che oggi sono anche oggetto di indagine da parte della magistratura ligure».

«Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti a fine maggio non ha modificato in alcun modo gli obblighi e le modalità di ispezione delle gallerie previsti da una circolare del luglio 1967 tuttora in vigore - precisa De Micheli -. I concessionari lo sanno e proprio nei giorni scorsi abbiamo inviato loro una lettera per precisare alcune informazioni. Le norme in vigore impongono alle società concessionarie di eseguire ispezioni trimestrali per acquisire informazioni sullo stato della superficie del rivestimento delle gallerie».

«Il Manuale di ispezione delle gallerie - si legge ancora nel post - che abbiamo introdotto non ha cambiato questi obblighi né prescritto nuove modalità di ispezione. Il piano di indagine conoscitiva predisposto da Aspi dopo il cedimento della Galleria Bertè di fine dicembre 2019 non è stato mai ritenuto dai nostri uffici alternativo alle prescrizioni della circolare del 1967».

«Al termine di queste rigorose verifiche - spiega la ministro -, la Liguria sarà più sicura e anche per questo più attrattiva e più bella. Da assidua frequentatrice di quella terra sono vicina a tutte le persone, ai residenti, agli operatori economici, ai turisti che stanno vivendo disagi e problemi. Conosco bene quello che sta succedendo e anche per questo la Liguria è in cima alle priorità del nostro Governo. Lo è stata fin da subito: da quando ci siamo insediati abbiamo già stanziato un miliardo, tra finanziamenti e cantieri sbloccati, come i fondi per il nuovo ribaltamento a mare in grado di potenziare il porto di Genova».

«Vi assicuro - conclude De Micheli - che stiamo cercando tutte le soluzioni per ridurre il più possibile i disagi, e lo faremo col metodo seguito fino ad ora: con dedizione, costanza e rigore, senza mai tralasciare nessun aspetto dei problemi e sempre insieme alle istituzioni locali».

La replica del governatore Toti

«Quante bugie in un solo post Facebook, caro Ministro De Micheli. Dice che i controlli e i lavori in Liguria devo essere fatti così, subito e tutti insieme. Allora chiedo: se sono così urgenti, tanto da non poter fare una classifica di rischio e affrontarli secondo un programma, mi spiega perché avete deciso di farli in questo modo solo adesso e avete lasciato passare tutto l’inverno senza battere ciglio? Se davvero ogni singolo metro è talmente rischioso da non poter procrastinare neppure di poco tempo, allora forse bisognerebbe chiudere tutta l’autostrada, visto che tutta è così pericolosa da non permettere un programma graduale. È così? E forse, siccome a pochi metri dal nostro confine si è sbriciolato un ponte pubblico, gestito da Anas, che i tecnici definivano sicuro, dovremmo chiudere subito anche tutte le statali?».

«La verità, purtroppo, è che lei e il suo Ministero non volete assumervi la responsabilità di nulla, o forse non ne siete capaci. Un Ministro e i suoi tecnici dovrebbero saper fare un programma di lavori serio, che parta dalle cose più urgenti e rischiose, per poi affrontare tutte le altre senza strangolare l’economia di un territorio e far perdere migliaia di posti di lavoro perché non si è capaci di decidere».

«Un Ministro e i suoi tecnici dovrebbero sapere a 20 giorni dall’inaugurazione del nuovo Ponte per Genova, cosa fare di quel ponte, invece di scappare ogni volta che viene in Liguria davanti alle domande delle Istituzioni e dei giornalisti. Un Ministro delle Infrastrutture dovrebbe sapere che basterebbe un firma per far partire la Gronda autostradale, o pensa che non serva più per far piacere ai grillini? L’ultima volta che ne ha parlato ha detto che avrebbe firmato subito dopo Natale. Parlava del Natale di quale anno?».

«Cittadini, imprese, sindacati, associazioni, turisti, sindaci della Liguria le chiedono di assumersi le responsabilità che competono a un Ministro. Perché un Ministro che non sa assumersi responsabilità e si nasconde dietro il fumo di tante decisioni non prese, che Ministro è?».

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«Ora lei dirà che faccio propaganda e che le sue affermazioni sono tutte vere. Prego tutti di stampare il suo post e le sue dichiarazioni, come quella che i cantieri chiuderanno il 10 luglio, per altro già smentita. E quando il 10 luglio, se lei non cambierà il piano dei lavori, i cantieri saranno ancora aperti, caro Ministro, quale altra storia racconterà ai liguri?».

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