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Caos autostrade: incontro in Regione con l'ad di Aspi, polemiche sui "cantieri fantasma"

Il governatore Toti incontra Tomasi: il presidente della Regione ribadirà la richiesta di ottenere la gratuità per altri tratti stradali e verrà anche fatto il punto su tutte le possibili iniziative da mettere in campo per ridurre i disagi

Dopo quattro giorni di passione sembra cominciare (lentamente) a rientrare l'emergenza sulla rete autostradale della Liguria e nella  prima mattinata di lunedì 30 dicembre 2019 si registrano "solo" un paio di chilometri di coda tra tra Celle Ligure e il Bivio A10/Complanare di Savona, coda che però ha cominciato ad aumentare intorno all'ora di pranzo, arrivando a 6 chilometri. Sabato 28 dicembre era stata concordata la riduzione dell’impatto dei cantieri che insistono nel tratto tra Arenzano e Savona a causa di due frane e dalla prima mattina di domenica sono tornate agibili tre corsie su quattro, modulabili a seconda dei maggiori flussi di traffico.

Caos autostrade, incontro in Regione

La situazione deve, comunque, ancora essere monitorata con attenzione e oggi, lunedì 30 dicembre, il governatore Giovanni Toti incontrerà l'amministratore delegato di Aspi Roberto Tomasi, con lui anche il sindaco di Genova Marco Bucci e il presidente dell’Autorità di Sistema portuale Paolo Emilio Signorini. Il presidente della Regione ribadirà la richiesta di ottenere la gratuità per altri tratti stradali, quelli maggiormente interessati da disagi, così come già richiesto e ottenuto per Chiavari-Rapallo e Masone-Ovada. Verrà inoltre fatto il punto su tutte le possibili iniziative da mettere in campo per ridurre i disagi. 

Toti contro il Governo: «Liguria vittima di una guerra»

E proprio il presidente Toti, nelle scorse ore, ha attaccato il Governo, parlando della Liguria come «unica vittima della guerra in corso tra governo e autostrade». Una guerra che, secondo il governatore, dura ormai da un anno e mezzo, dal crollo di Ponte Morandi. «Questa guerra che non ha prodotto alcun risultato - ha aggiunto - schiaccia la nostra Regione, proprio quella che che ha sofferto per la tragedia. Una beffa drammatica. Di fronte a tutto questo il Governo decida ciò che ritiene, ritiri la concessione o non la ritiri, ma torni a fare il Governo: convochi subito tutte le parti, metta in piedi un piano emergenza, informi le istituzioni locali e si assuma le proprie responsabilità verso i cittadini. Basta proclami, ma azioni concrete. Il Governo stesso non controlla, non gestisce, non coordina più in alcun modo ciò che avviene sulle strade a pagamento gestite dai privati».

E sui disagi in questi giorni di festa Toti ha aggiunto: «Cosa è successo? Semplice: ai cantieri causati dalle molte frane che hanno colpito la nostra regione, cantieri non eliminabili per ragioni di sicurezza, si sono aggiunti cantieri del tutto inaspettati. La Procura della Repubblica di Genova infatti, attraverso i propri periti, ha rilevato e informato Società Autostrade di una serie di possibili anomalie sulle barriere fonoassorbenti al bordo della carreggiata, anomalie che necessitavano controlli e interventi da effettuare entro la fine delle ferie natalizie. Nessuno - sottolinea Toti - ha comunicato tutto ciò alla Regione o al Comune di Genova. Non appena l'abbiamo saputo ci siamo mossi, sempre senza specifiche competenze e senza dunque poter ordinare alcunché, convocando Società Autostrade e chiedendo di intervenire al più presto per ridurre il danno. Abbiamo ottenuto l’apertura di alcune corsie e lo spostamento nelle ore notturne di alcuni cantieri. Un rimedio limitato, che speriamo possa portare qualche beneficio. Abbiamo anche ottenuto la gratuità di alcuni tratti. Dal Governo, per ora, neppure una telefonata».

Diversa, invece, la situazione dell’estate scorsa quando «senza averne titolo - conclude Toti - ci siamo impegnati convocando le Concessionarie e abbiamo ottenuto la rimozione dei cantieri nei giorni più caldi dell’esodo estivo. Un compito che non sarebbe spettato a noi, ma nella totale assenza di dialogo tra Governo e Autostrade abbiamo fatto quel che potevamo per evitare la paralisi».

Autostrade: «Viabilità verso la normalizzazione» 

Nel tardo pomeriggio di domenica Autostrade ha invece spiegato come siano «in progressiva normalizzazione le condizioni di viabilità lungo la rete autostradale ligure» grazie ai correttivi apportati in accordo con la Regione. «Il quadro della circolazione sulla rete ligure gestita da Autostrade per l’Italia sarà più favorevole già dalle prossime ore - conclude Aspi - e per le settimane a venire in virtù di un piano di cantierizzazioni che prevede attività svolte prevalentemente in orario serale e notturno. In particolare, per quanto riguarda la messa in sicurezza delle barriere fonoassorbenti, i cantieri che maggiormente influiscono sulla fluidità della circolazione sono stati per la maggior parte rimossi, esclusi quelli inamovibili».

La polemica sui "cantieri fantasma" 

Lavori e chiusure non sono però terminati, sulla A12 Genova-Sestri Levante, per consentire gli interventi di manutenzione delle barriere antirumore sarà chiuso il tratto compreso tra Genova Est e l'allacciamento con la A7 Serravalle-Genova, verso Genova nelle due notti consecutive di giovedì 2 e venerdì 3 gennaio, tra le ore 22 e le 6. E proprio le barriere sono al centro della polemica, con tanti automobilisti che hanno definito "cantieri fantasma" quelli in cui si sono imbattuti lungo la strada, perché privi di operai al lavoro. Autostrade ha spiegato che i cantieri servono per isolare le corsie su cui ci sono le barriere integautos (finite nel mirino della procura). Sino a quando le barriere non verranno analizzate pezzo per pezzo, le corsie su cui insistono devono restare sgombre. Questo significa che la corsia deve essere chiusa con i birilli senza la necessità di avere persone all'interno. Si tratta quindi di cantieri che vengono aperti e chiusi con l'avanzamento dei lavori, sui 27 chilometri di rete autostradale interessata.

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