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Autostrade, è ancora incubo code. Toti: «Il piano di messa in sicurezza deve cambiare»

Un weekend all'insegna del traffico sfocia in un inizio settimana in cui chiusure e cantieri comportano ancora tempi di percorrenza più che raddoppiati. Oggi incontro tra Regione e Mit

Inizio settimana all’insegna del traffico e degli incidenti, ormai senza molta sorpresa, sul nodo autostradale ligure: dopo un weekend in cui cantieri e chiusure hanno paralizzato la viabilità, con automobilisti in coda sino a notte fonda, domenica, lunedì mattina si sono registrate nuove code.

Anche se Autostrade ha rimandato la chiusura della A10 tra Aeroporto e Pra’ in direzione Savona (dove erano previste nuove ispezioni), resta infatti in funzione il bypass per il “salto” della corsia in direzione ponente poco dopo il casello di Aeroporto, che poco dopo il casello dell’Aeroporto devia il traffico in direzione ponente su una corsia della carreggiata opposta per poi rientrare sul lato monte una volta passata l’uscita di Pra’. E proprio il casello di Pra', insieme a quello di Pegli, restano quindi chiusi direzione ponente sino al 26 giugno.

Lunedì mattina erano dunque 4 i km di coda tra Arenzano e Pegli, cui si aggiungevano altri 5 km di coda sulla A12, tra Nervi e il bivio con l’A7 in direzione Genova, e tra Chiavari, Rapallo e Recco.  Altre code sulla A7 tra Bolzaneto e la A12 sempre in direzione del capoluogo ligure. A queste criticità si è aggiunto, a metà mattinata, un incidente che ha coinvolto in camion in A26.

A oggi Autostrade ha predisposto un piano finalizzato a completare entro il 30 giugno la prima fase delle ispezioni e degli interventi di manutenzione sulle gallerie della rete ligure. Aspi ha fatto sapere che sulla rete ligure sono impegnate circa 800 maestranze e una task force di 150 tecnici specializzati, cui nei prossimi giorni si uniranno ulteriori 250 operai.

Anche le attrezzature sono state implementate, arrivando a 162 piattaforme elevatrici, ed p stata duplicata la disponibilità dei mezzi “jumbo” per le chiodature, ma i provvedimenti presi sino a oggi non hanno comunque consentito di evitare che, a cause dei cantieri e delle chiusure, liguri e turisti che finalmente possono spostarsi dentro e fuori dalla regione restassero intrappolati nel traffico. Un'eventualità cui il governtatore ligure, Giovanni Toti, guardava con preoccupazione, e che sarà al centro di un incontro specifico.  

«Lunedì incontreremo il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti - ha detto domenica sera - noi non possiamo permetterci autotrade colabrodo che mettono a rischio la nostra sicurezza, ma neppure possiamo permetterci di fare lavori in meno di un mese perché qualcuno non sa cogliere le singole responsabilità. Mi chiedo perché non sono stati usati i mesi di lockdwon per fare i lavori e nessuno mi sa rispondere, e mi chiedo perché negli ultimi due anni, dal crollo del ponte Morandi, non siano stati fatti i lavori di messa in sicurezza. Ma mi basterebbe avere una risposta su come facciamo adesso, è come se una persona che per 20 anni non si è mai curata dalla malattia il medico di colpo volesse fargli ingoiare tutte le pastiglie insieme: non sarebbe la cura, ma comporterebbe la sua morte per soffocamento, che è quello che sta succedendo alla Liguria. Pretendiamo che il piano cambi radicalmente, senza rinunciare alla sicurezza ma facendoci uscire da un isolamento assurdo».

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