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Auto dell'Eni incendiata, gli anarchici rivendicano il rogo

Il rogo sarebbe stato appiccato in solidarietà alle persone arrestate nell'ambito di un'operazione della Digos di Torino

Arriva la rivendicazione dopo il rogo dello scorso 16 novembre in cui è andata distrutta un’auto dell’Eni parcheggiata in corso Carbonara, a Castelletto: su un sito di matrice anarchica è comparso un post in cui si inneggia appunto «all’anarchia», confermando che è stata «data alla fiamme macchina dell’Eni. Solidarietà a tutti i prigionieri dell’operazione Scripta Manent».

ll riferimento è all’operazione dello scorso settembre della Digos di Torino, che ha portato all’arresto per 7 anarchici con l’accusa di associazione con finalità di terrorismo e all’iscrizione di altre 8 persone nel registro degli indagati, oltre che a 30 perquisizioni con unità cinofile effettuate dalla polizia in ventinove abitazioni fra Piemonte, Liguria, Lazio, Emilia Romagna, Lombardia, Sardegna, Abruzzo, Campania e Umbria. L’accusa è quella di avere piazzato tre ordigni esplosivi in Piemonte, uno nel quartiere Crocetta di Torino, il 5 marzo 2007, e due alla caserma Allievi carabinieri di Fossano, il 2 giugno 2006.

«Attacco incendiario in solidarietà ai compagni anarchici arrestati», si legge sul sito, un post che conferma i sospetti iniziali della Digos genovese, subito orientati sulla pista anarchica anche alla luce degli episodi precedenti, i due postamat incendiati negli uffici di corso Firenze, a Castelletto, e di largo San Francesco da Paola, a Oregina, e l’ordigno esplosivo piazzato in estate davanti al postamat di Spianata Castelletto.

La rivendicazione arriva a poche ore dall’attentato a una caserma dei carabinieri di Bologna, dove un ordigno è stato posizionato e fatto esplodere davanti all’ingresso della stazione di Corticella di via San Savino, provocando molti danni ma nessun ferito.
 

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