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Tribunale sotto assedio: allarme bomba e agguato alla polizia

Domenica di paura al Tribunale di Genova. Una telefonata da un "anarchico insurrezionalista" minacciava la presenza di un pacco bomba all'interno della stanza 48. La polizia intervenuta è stata accolta con il lancio di due bombe carta

Se non è un attentato, poco ci manca. La domenica vissuta a Palazzo di Giustizia non è stata di certo delle più tranquille e fa tornare nuovamente la paura verso gli attacchi terroristici dopo il caso Adinolfi.

Siamo intorno alle 16 di domenica 18 agosto. Il centralino del tribunale riceve una telefonata da un uomo che si definisce "anarchico insurrezionalista": «c'è una bomba nella stanza 48 di Palazzo di Giustizia, esploderà fra quindici minuti».

Panico in Tribunale, allertati forze dell'ordine e artificieri, viene disposta l'evacuazione di tutto il palazzo il prima possibile. Ed è nel momento in cui arriva una volante della polizia che avviene l'agguato: non appena un agente mette il piede all'esterno dell'abitacolo due bombe carta esplodono accanto all'automobile, fortunatamente senza provocare alcun danno alle forze dell'ordine.

Secondo alcuni testimoni due persone sarebbero state viste correre via dopo aver lanciato le bombe, ma non si hanno conferme. Un'esplosione forte, tanto da essere sentita in tutto il centro cittadino, ma dal potenziale limitato, visto che neanche il mezzo è stato danneggiato.

Evidentemente si è trattato di un messaggio, di un'intimidazione. Fatto sta che nel frattempo digos e artificieri hanno passato al setaccio il Tribunale, con particolare attenzione alla stanza 48, constatando che si era trattato di un falso allarme.

Un falso allarme che, secondo i più, sarebbe servito da esca per attirare la volante e far scoppiare le due bombe carta. Indagini sono in corso per risalire all'autore della telefonata (probabilmente partita da una cabina telefonica di via XII Ottobre) e soprattutto per individuare coloro che hanno lanciato le due bombe carta. Fondamentale saranno le telecamere degli impianti di videosorveglianza della zona, per dare un volto e soprattutto un perché a questo attentato.

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