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Giovedì, 27 Gennaio 2022
Cronaca

Assolti 5 manifestanti per la manifestazione antifascista di piazza Corvetto

Cinque manifestanti antifascisti sono stati assolti dal tribunale di Genova dalle accuse di travisamento nel corso degli scontri con la polizia in piazza Corvetto del maggio 2019

I cinque manifestanti, accusati di aver travisato il loro volto durante gli scontri, avevano partecipato nel maggio 2019 ad una manifestazione di protesta contro un’assemblea di Casapound che si era tenuta nel centro della città. La manifestazione, inizialmente pacifica, successivamente  era degenerata in scontri tra agenti e manifestanti.

I cinque erano stati sanzionati dal Giudice con un decreto penale di condanna, su richiesta del Pm. Un procedimento speciale che, in casi particolari, permette di arrivare ad una condanna evitando l’udienza preliminare e il dibattimento.

I manifestanti, assistiti dai legali Alessandro Gorla e Laura Tartarini, si erano opposti però al provvedimento, decisi ad affrontare il processo per provare davanti al Tribunale la loro innocenza. Nell’udienza di ieri, 30 novembre, gli imputati si sono presentati in aula per spiegare al giudice che durante la manifestazione il loro volto era scoperto e ben visibile, come risulta da diverse immagini della giornata.

Solo in seguito al lancio di lacrimogeni da parte della polizia, con l’aria della piazza diventata irrespirabile, i cinque avevano deciso di coprirsi il volto per evitare di respirare i gas. Dopo aver ascoltato le dichiarazioni e aver visionato il materiale probatorio prodotto dai legali il giudice ha assolto gli imputati per il reato di travisamento.

Uno di loro è stato però condannato a cinque mesi di reclusione, con sospensione condizionale della pena, per aver portato nella manifestazione oggetti atti ad offendere. Nello specifico si trattava di alcuni tubi di geberit trascinati nella piazza durante gli scontri.

La manifestazione del maggio 2019 era stata organizzata in risposta al comizio organizzato dal candidato di Casapound Marco Mori. La decisione della Prefettura di autorizzare il comizio aveva scatenato la reazione di Genova Antifascista e di altri cittadini genovesi scesi in piazza a manifestare.

Il corteo si era diretto verso piazza Marsala per contestare il partito di estrema destra, ma la Polizia aveva fermato i manifestanti nella vicina piazza Corvetto. A quel punto alcuni manifestanti avevano provato a superare il blocco della Polizia scatenando la reazione degli agenti.

Le forze dell’ordine inizialmente avevano respinto i manifestanti con alcune cariche, successivamente avevano circondato piazza Corvetto per contenere il corteo. A quel punto la Polizia ha iniziato a sparare lacrimogeni e a utilizzare gli idranti.

Nel corso degli scontri erano stati fermati e ammanettati due ragazzi, altri manifestanti sono stati identificati solo nei giorni successivi.

Le indagini avevano portato alle accuse verso i 5 manifestanti assolti ieri, 30 novembre 2021 e ad una raffica di avvisi di garanzia verso 45 persone presenti alla manifestazione di piazza Corvetto. Il maxi processo che vede imputate 45 persone inizierà giovedì 2 dicembre presso il tribunale di Genova.

Vittima delle cariche del reparto mobile era stato anche il giornalista di Repubblica Stefano Origone, scambiato per un manifestante, che aveva riportato fratture e diverse ecchimosi. Per questo episodio alcuni poliziotti sono stati condannati a 40 giorni di reclusione.

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