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Asili a rischio, da Tursi l'allarme: «Nel 2017 l'11 di bimbi in meno»

In un periodo in cui si moltiplicano le polemiche sulla chiusure delle sezioni in alcuni asili cittadini, l'assessore Boero mette in guardia: «Genova città che invecchia e fa pochi bambini»

In un periodo in cui si moltiplicano le polemiche per la chiusura delle sezioni in alcuni asili cittadini, da Tursi arrivano dati che confermano il trend negativo della città in fatto di nascite: stando a uno studio di cui si è discusso questa mattina durante una commissione comunale sulle scuole dell’infanzia presieduta dall’assessore alla Scuola, Pino Boero, nel 2017 il capoluogo ligure avrà l’11% in meno di bimbi di età compresa tra i 3 e i 6 anni rispetto al 2011, con una diminuzione di circa 1.500 alunni in meno.

Un dato preoccupante per le strutture cittadine, che ha reso necessario un ridimensionamento del servizio proprio a causa di una diminuzione della richiesta: «Ma la scelta dell’amministrazione è quella di evitare che una sede abbia meno di 3 sezioni, dimensione critica al di sotto della quale, per motivi di organizzazione e di attrazione del pubblico, la scuola rischia la chiusura», ha fatto sapere Boero, sottolineando che in generale l’offerta dei posti, rispetto ai bimbi residenti, è superiore al 100% ed escludendo, come ipotizzato da alcuni consiglieri, che il calo delle frequenze possa derivare da problemi legati al reddito.

«Per alcuni iscritti il costo delle mensa è ridottissimo, nell’ordine di 1-1,50 euro», ha chiarito Boero, aggiungendo anche che alcuni investimenti, seppur minimi, sono stati fatti anche dal punto di vista del personale con l’assuzione di 28 persone in base alla graduatoria: «Condivido in pieno lo spirito della statalizzazione delle scuole dell’infanzia e in generale della legge 0-6, anche se bisognerà vedere come si svilupperà il processo - ha quindi concluso l’assessore - Il servizio delle scuole dell'infanzia dovrebbe essere sulle spalle dello Stato, non dei Comuni, ma Genova ha una tradizione e cerca di non rinunciarvi - sottolinea Boero - Senza un intervento dello Stato a cui toccano le scuole dell'infanzia è sempre più difficile per le città continuare a gestire il sistema».

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