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Cavallo precipita in una scarpata, tutti inutili i soccorsi: «Vicini a lui sino all'ultimo»

Il dolore delle guardie zoofile di Lida Tigullio, che hanno provato in ogni modo a salvare il giovane bardigiano e alla fine hanno dovuto ricorrere all'eutanasia

Hanno provato sino all’ultimo a salvargli la vita e a restituirlo alla natura selvaggia in cui viveva, ma le ferite erano troppo gravi, e alla fine non è rimasta altra soluzione che ricorrere all’eutanasia.

Protagonista della triste vicenda, un cavallo bardigiano che domenica è caduto in una scarpata in località Arzeno, piccola frazione di Ne. L’animale, un maestoso esemplare di giovane età, è stato avvistato immobile sul fondo della scarpata, e sono stati subito chiamati i soccorsi. 

Sul posto sono arrivate tre guardie zoofile della Lida Tigullio, accompagnate dal veterinario, che hanno provato a liberare il cavallo dalle griglie su cui era caduto, ma le sue condizioni sono apparse subito gravissime: nessuna reazione nella parte posteriore del corpo né mobilità nelle zampe. Dopo un rapido consulto con il veterinario, è stato quindi deciso di porre fine alle sofferenze dell’animale.

«Era un bel bardigiano giovane e fiero - è stato l’addolorato commento di Lida Tigullio - forse per lotte con i suoi simili ha finito la sua vita con le nostre coccole sino all’ultimo».

La Val Graveglia e la val d'Aveto sono zone famose anche per i numerosi cavalli che vivono allo stato brado, e non è la prima volta che si rende necessario l'intervento umano per salvare esemplari in difficoltà.

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