Cronaca

Fra la refurtiva anche gettoni d'oro vinti a 'Telemike', tre truffatori in manette

I malviventi, pregiudicati di origine sinti, due dei quali domiciliati ad Asti e uno a Nichelino, con frequenza quasi giornaliera erano soliti partire dalle zone d'origine per raggiungere le vicine province liguri e lombarde dove consumare furti in serie

Nella giornata di lunedì 7 giugno 2021 i carabinieri del Nucleo Investigativo di Genova, con il supporto dei colleghi di Moncalieri e di Asti, hanno dato esecuzione a un'ordinanza che dispone la custodia cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Genova nei confronti di tre soggetti di origine rom-sinti autori di numerosi furti aggravati in concorso, attuati con modalità ingannevoli, commessi in diversi comuni del nord ovest della Penisola.

Le indagini, coordinate dalla procura delle Repubblica di Genova, hanno preso il via lo scorso aprile a seguito di un furto in abitazione denunciato presso la stazione di Quarto. A seguito di quell'episodio, i carabinieri hanno cominciato a monitorare gli analoghi reati consumati sul territorio della provincia, soprattutto quelli perpetrati ai danni di persone anziane, analizzando in maniera approfondita i vari modus operandi posti in essere dai malfattori, alla ricerca di eventuali elementi, indizi e particolarità che potessero far emergere un filo conduttore, una continuità tra gli stessi.

I primi elementi acquisiti e i successivi sviluppi hanno consentito di accertare che i malviventi, pregiudicati di origine sinti, due dei quali domiciliati ad Asti e uno a Nichelino, con frequenza quasi giornaliera erano soliti partire dalle zone d'origine per raggiungere le vicine province liguri e lombarde dove consumare furti in serie ai danni di ignari anziani, con modalità oramai collaudate ed estremamente efficaci.

In particolare i tre, dopo essere entrati nelle abitazioni delle vittime, simulando un controllo al sistema di riscaldamento domestico o con altra scusa, si appropriavano di piccoli oggetti quali portafoto e soprammobili, per poi cederli ai complici, che, dopo pochissimo si presentavano alla porta fingendosi operatori delle forze di polizia, esibendo ai malcapitati gli oggetti poco prima trafugati e informandoli del furto subìto.

In quei frangenti, nel tentativo di verificare ulteriori ammanchi, le inconsapevoli vittime fornivano preziose indicazioni ai ladri sulla collocazione dei preziosi che custodivano in casa, che venivano abilmente trafugati, approfittando dello stato di ansia e confusione psicologica indotto nelle vittime.

Tale era la soggezione che in alcuni casi i derubati non sono stati in grado di ricostruire agli inquirenti i fatti avvenuti poco prima, con la particolarità che, in un caso, i ladri erano riusciti anche a smurare e asportate le casseforti.

Le complesse indagini - peraltro ancora in corso, essendo numerosi i furti perpetrati in diverse provincie e decine le riprese di video-sorveglianza, acquisite nei pressi delle abitazioni svaligiate, da analizzare - hanno consentito, finora, di attribuire ai tre soggetti ristretti cinque furti consumati e uno tentato, tutti avvenuti sul territorio genovese, nonché di recuperare ingente refurtiva, nascosta in botole e intercapedini, per un valore complessivo di circa duecentomila euro in ordine alla quale si cercherà di risalire ai legittimi proprietari, verosimilmente ubicati anche in provincia di Milano e di Monza-Brianza.

Significativo è stato, al riguardo, il rinvenimento di circa 45mila euro in denaro contante, numerosi monili d'oro, quattro preziosi orologi, undici radio trasmittenti, un'autovettura (Mercedes) di grossa cilindrata, numerosi cellulari, nonché capi d'abbigliamento e oggetti di travestimento utilizzati dai malviventi per portare a segno i loro colpi.

Fra la refurtiva i carabinieri hanno trovato anche 122 gettoni d'oro, del peso di circa un chilogrammo e del valore di quasi 33mila euro, trafugati presso l'abitazione di un anziano pensionato lombardo di 87 anni, vinti dalla vittima nel corso di una fortunata puntata di 'Telemike' andata in onda nel lontano 1991.

Nei confronti di uno degli arrestati è stata anche contestata anche la violazione delle restrizioni derivanti dalla sorveglianza speciale.

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