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Fermato senza targa, confessa di essere ricercato: «Mi dovete arrestare»

Fermato a bordo di un furgone senza targa all'uscita dal casello di Bolzaneto, ha confessato di essere ricercato. Prima dell’arresto ha chiesto di poter passare da casa dove aveva già preparato una valigia con il cambio per ogni evenienza

Un uomo di 45 anni nato a Torre del Greco (Na), ma residente da tempo a Genova, stava uscendo al casello di Genova Bolzaneto alla guida del furgone Renault che per tutta la notte avrebbe guidato consegnando giornali in città.

In tasca aveva circa cinque mila euro da dare al proprietario del mezzo che, con quei soldi, voleva comprare per continuare con quel lavoro.

Qualche giorno prima, da quel furgone, si era staccata la targa anteriore e quel particolare non poteva non saltare agli occhi degli agenti della Polizia Stradale di Genova Sampierdarena che proprio in quel momento erano impegnati in un posto di controllo fuori dal casello.

La paletta quindi si è alzata e poco dopo una giovane agente ha chiesto i documenti all’autista affacciandosi dal finestrino sinistro.

Il conducente avrebbe dovuto ripristinare la targa nel proprio alloggiamento prima di ripartire, e non custodirla nel cruscotto, perciò con patente e libretto ancora in mano la poliziotta ha annunciato che avrebbe dovuto fare una multa.

«No guardi, mi dovete arrestare». «Figuriamoci, per una infrazione del genere non c'è mica l’arresto». Questo il dialogo tra i due, separati da un finestrino abbassato. Aveva ragione il conducente del furgone, invece.

Comunicando con la centrale, infatti, gli agenti hanno appreso che di fronte a loro c’era un ricercato. Quest'ultimo, entrato e uscito dal carcere più volte, doveva scontare un residuo di pena di 30 giorni a seguito di una condanna per minacce, ingiurie e diversi reati finanziari.

L'uomo ha ammesso candidamente tutto ciò chiedendo addirittura, prima dell’arresto, di poter passare da casa dove aveva già preparato una valigia con il cambio per ogni evenienza.

L’autista del furgone ha varcato così le porte del carcere di Marassi all’una di notte per scontare quell’ultimo mese di reclusione; una volta libero dovrà poi ricordarsi di andare a pagare la multa per la targa non esposta.

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