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Da settembre raggiravano anziani per furti e rapine: arrestata banda con "quote rosa"

Quattro arresti a Genova ai danni di una banda formata da un uomo e ben tre donne specializzate nei furti ai danni di anziani

Nelle prime ore di sabato mattina la Polizia di Stato ha tratto in arresto in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. del Tribunale di Genova per i reati di furto in abitazione pluriaggravato, nonché dei reati di ricettazione e indebito utilizzo di carta di credito aggravati, in concorso quattro genovesi, un uomo di anni 39 e tre donne di anni 24, di anni 27 e di anni 35, tutti residenti a Genova.

A carico dei predetti, tre dei quali gravati da precedenti per reati contro il patrimonio anche specifici, all’esito di articolata attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Genova e condotta dal personale della Sezione Reati contro il patrimonio di questa Squadra Mobile circa un gruppo di soggetti di nazionalità italiana dediti alla commissione di raggiri ai danni di anziani culminati in furti o truffe ai loro danni, sono stati raccolti gravi e concordanti indizi di colpevolezza in relazione a diversi episodi di raggiri ai danni di persone anziane, anche con problemi di salute, commessi in Genova dal mese di settembre ad oggi. Gli stessi soggetti sono altresì indagati, a vario titolo, dei reati di truffa aggravata, falso in assegno, sostituzione di persona ed altro.

Le vittime, venivano contattate presso il proprio domicilio dagli arrestati che, utilizzando articolati artifici, tra cui quello di falsi dipendenti ENEL, li derubavano di denaro, bancomat e numerosi assegni in bianco ovvero li inducevano, mediante lo stesso artificio, a farsi consegnare personalmente assegni compilati e firmati dalle vittime per considerevoli importi quali corrispettivo di false prestazioni. Gli assegni trafugati o fraudolentemente acquisiti, del valore di alcune migliaia di euro, venivano poi posti all’incasso dagli arrestati che se li intestavano; il bancomat, di cui era stato acquisito di nascosto il pin da una delle anziane vittime, è stato utilizzato per prelievi ed acquisti per oltre 3.000 euro.In una circostanza, con la scusa di controllare delle bollette una delle arrestate con l’aiuto di una complice avevano distratto un’anziana, mentre le veniva rubato dalla camera da letto del denaro; di questa anziana ne era stata in precedenza carpita la fiducia dalla quale avevano acquisito la notizia della morte del figlio di cui una di esse si era spacciata per compagna.

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