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Erano entrate in una palazzina di soppiatto, la polizia ferma tre nomadi in via Maddaloni: un arresto

Le tre sono state fermate da una coppia di poliziotti fuori servizio. In Questura è emerso che la più grande doveva scontare due mesi di carcere per furto aggravato in appartamento

Erano entrate di soppiatto nel portone di una palazzina di via Maddaloni (in zona Foce), ma non sospettavano che - a tenerle d'occhio - ci fosse una coppia di poliziotti, seppur fuori servizio: sono state fermate così ieri tre giovani nomadi, di cui una è finita in manette.

A notarle è stata una coppia di coniugi, entrambi poliziotti, residenti nel condominio preso di mira. Marito e moglie erano a casa insieme per il pranzo di Ferragosto, ma hanno subito visto che qualcosa non andava, e hanno avvertito i colleghi della sala operativa della Questura, che hanno inviato una volante.

Nel frattempo, la coppia è riuscita a fermare le tre giovani che stavano ispezionando accuratamente le porte degli appartamenti: «Siamo venute dalla Francia, cerchiamo un'amica che anni prima lavorava qui come domestica» è stata la spiegazione, per nulla convincente, delle ragazze.

I poliziotti allora hanno deciso di accompagnarle in Questura per sottoporle ad accertamenti più approfonditi. Le tre ragazze, di nazionalità ucraina, di 14, 22 e 23 anni, risultavano domiciliate in un campo nomadi di Avignone, in Francia. Dalla comparazione delle impronte digitali sono emersi - a carico della più grande - numerosi precedenti penali, tra cui anche un ordine di carcerazione (due mesi e diciassette giorni di reclusione per furto aggravato in appartamento) emesso dal Tribunale dei Minori di Venezia nel 2008, quando la giovane era ancora minorenne.

La 23enne è stata dunque arrestata e portata alla casa circondariale di Pontremoli.

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