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La vittima, Giuseppe Carbone. Foto Facebook

La vittima, Giuseppe Carbone. Foto Facebook

«L'ho trovato, vedrai che non succederà più»: arrestato l'aggressore di Giuseppe Carbone

Fra i due c'era tensione a causa di questioni economiche, relative alle bollette di un locale utilizzato dal ristoratore. Ma l'aggressione è avvenuta dopo un episodio ben preciso, ricostruito dai carabinieri

Dopo la morte nei giorni scorsi di Giuseppe Carbone, il giudice per le indagini preliminari ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare a carico di S. Schiezzari, ristoratore 58enne di Torriglia. La misura è stata eseguita dai carabinieri di Chiavari nel pomeriggio di giovedì 26 novembre 2020. Schiezzari è accusato di omicidio preterintenzionale pluriaggravato. Dopo le formalità di rito è stato ristretto agli arresti domiciliari presso il suo domicilio.

La colluttazione fra Carbone e Schiezzari avvenne nei pressi dell'abitazione della vittima alla Bargagli. Una testimone dichiara che l'aggressione è durata circa due minuti, nel corso dei quali Carbone non ha opposto alcuna resistenza, subendo inerme i colpi di Schiezzari.

Il medico legale, dopo l'autopsia, scrive: «si ribadisce quindi come sussista nesso di causa tra l'aggressione e il decesso del signor Carbone, essendo soddisfatti i criteri cronologico (la p.o. ha perso conoscenza immediatamente dopo il trauma), topografico (si sono rilevate gravissime ferite cranio-encefaliche, sede attinta dall'indagato), di idoneità lesiva (le lesioni sono compatibili con un trauma da corpo contundente sferrato a sinistra - regione parieto-temporale e successivo trauma - da altro colpo o caduta a terra - occipitale e temporale destro), di continuità fenomenologica e di esclusione di altre cause».

Il movente

Secondo quanto accertato nel corso delle indagini Schiezzari (detto 'Buccin') e Carbone avevano avuto discussioni per questioni economiche, in particolare per il pagamento di bollette (luce e acqua) di un locale utilizzato da Schiezzari per tenere 'delle gabbie con all'interno i richiami che utilizza per andare a caccia', e di cui è affittuaria terza persona della quale Carbone aveva preso le difese, suscitando l'astio di Schiezzari.

Tuttavia ciò che ha scatenato l'ira di Schiezzari è stata una telefonata della figlia, titolare formale del ristorante 'Prie neigre' di Bargagli, con la quale la donna lo aveva informato che Carbone, la sera del 7 ottobre, si era presentato, palesemente ubriaco, presso il ristorante stesso, inveendo contro quest'ultimo (che non era presente), infastidendo i clienti e la cameriera, circostanze, peraltro confermate anche dalle dichiarazioni degli altri dipendenti del locale.

«Vado a dargli una lezione»

Al termine della telefonata, Schiezzari disse alla figlia che si stava recando a Traso a cercare Carbone per dargli una lezione. Poco dopo il padre aveva richiamato la figlia, dicendole «l'ho trovato, vedrai che adesso non succederà più», ma rassicurandola sul fatto che Carbone era vivo quando lo aveva lasciato, ma che gli aveva dato uno schiaffo così forte da avergli fatto male. Alla convivente, invece, Schiezzari, aveva inviato una foto che riproduceva Carbone disteso a terra.

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