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Inseguivano vittime facoltose per rapinarle del Rolex, presi

Quattro napoletani sono stati arrestati in quanto ritenuti responsabili di almeno 9 rapine avvenute fra Genova, Milano e Roma. La banda seguiva le vittime, individuate negli ambienti della movida bene, per poi entrare in azione con pistole e passamontagna

All'alba del 6 agosto la polizia di Stato ha dato esecuzione a Napoli a 4 delle 7 ordinanze di custodia cautelare, emesse dal gip genovese, nei confronti di altrettanti cittadini partenopei, responsabili a vario titolo di alcune efferate rapine a danno di vittime aggredite e depredate di preziosi orologi.

L'indagine, coordinata dal sostituto procuratore Federico Panichi della Direzione Distrettuale Antimafia di Genova, ha permesso al gip genovese di emettere le ordinanze di custodia cautelare.

L’attività di indagine, svolta dagli uomini della Sezione reati contro il patrimonio della Squadra Mobile di Genova, ha preso avvio l’anno scorso ed è scaturita da un tentativo di rapina avvenuto a Sampierdarena.

In quella circostanza i rapinatori, a volto coperto e armati di pistola, dopo aver pedinato l’auto di due coniugi fino al garage della loro abitazione, hanno infranto il vetro del veicolo cercando con la forza di far uscire dall’abitacolo l’uomo nel tentativo di sottrargli il prezioso Rolex che indossava. Soltanto la reazione inaspettata della vittima ha fatto desistere i rapinatori dai loro propositi.

Alcuni giorni dopo, un’altra vittima, questa volta un professionista genovese, è stato aggredito da due uomini mentre scendeva dall’auto nel garage condominiale. I malviventi, sempre a volto coperto e armati di pistola, sono riusciti a impossessarsi dell’orologio Rolex che portava al polso.

Un altro episodio compiuto con le medesime modalità si è consumato alcuni mesi dopo a Milano: in quell’occasione, due uomini dal volto travisato, hanno atteso una coppia sotto la loro abitazione, e, dopo aver colpito con il calcio dell’arma il volto dell’uomo, lo hanno rapinato del suo Rolex Daytona.

Dopo un giorno, sempre nel capoluogo lombardo, i rapinatori hanno messo a segno un altro colpo ai danni degli occupanti di un’auto di grossa cilindrata, evidentemente notata in piena movida meneghina. Sotto la minaccia di una pistola, i rapinatori, dopo aver bloccato l’auto, si sono impossessati di un Rolex e un Vip Time.

Successivamente, ulteriori due vittime sono state aggredite a Milano con le stesse brutali modalità e rapinate, sotto la minaccia di una pistola e di un coltello, di un prezioso Rolex Daytona.

Le rapine, commesse ormai con cadenza settimanale, hanno evidenziato l’intensa e inarrestabile attività delittuosa dei malviventi, che hanno messo a segno ancora due colpi a Milano e a Roma.

L’attività investigativa della Squadra Mobile genovese ha avuto origine dalle verifiche effettuate a seguito di una rapina consumata a Camogli. In quell’occasione la vittima, proprietaria di una Porche Carrera, ha riferito di aver trascorso la serata a Milano, questo particolare ha indotto gli investigatori a ipotizzare che la vittima, alla guida di un’auto di grossa cilindrata, avesse attirato l’attenzione dei rapinatori già nel capoluogo lombardo e seguita fino al luogo in cui si è consumato il fatto delittuoso.

I successivi sviluppi hanno permesso di individuare un gruppo di soggetti napoletani pregiudicati, inclini alla commissione di reati predatori, messi in atto con un particolare modus operandi che li ha addirittura portati a frequentare le zone più esclusive del centro Italia e del capoluogo milanese per individuare le vittime più facoltose scelte fra i proprietari di veicoli di grossa cilindrata.

I provvedimenti di custodia cautelare per il reato di rapina aggravata in concorso sono stati eseguiti dalla Squadra Mobile di Genova in collaborazione con la Squadra Mobile di Napoli.

La misura della custodia cautelare in carcere è stata eseguita nei confronti di: Emanuele Lendano, nato a Napoli il 7 ottobre 1988 e Francesco Muro,nato a Napoli il 5.7 1963. Daniele Esposito, nato a Napoli il 30.9.1982, e Fabio Mellone, nato a Napoli il 29.3.1983, sono stati invece sottoposti agli arresti domiciliari presso una comunità terapeutica.

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