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Atp, Fossati: «Lo Stato paghi i suoi debiti»

Il commissario Piero Fossati ha rivolto un appello al Capo dello Stato chiedendo il pagamento dei crediti dovuti dallo Stato in modo da poter ripianare i conti di Atp

La Provincia di Genova chiede l’aiuto del presidente della Repubblica per ottenere il pagamento, anche in diverse tranche, dei 32,6 milioni di crediti dovuti dallo Stato, con i quali potrebbe restituire ossigeno anche alla sempre più boccheggiante situazione di Atp.

In due anni la Provincia di Genova è passata da prestigiosi riconoscimenti per la sua gestione e trasparenza finanziaria ai tagli insostenibili della spending review, mentre lo Stato continua a non onorare debiti per decine di milioni di euro.

Per sbloccare una situazione sempre più drammatica il commissario Piero Fossati ha rivolto un appello al Capo dello Stato chiedendo «il suo autorevole intervento in qualità di massimo custode della Carta Costituzionale e dei principi in essa contenuti».

Nel 2011 la Provincia di Genova era stata finalista e nel 2012 vincitrice dell’Oscar nazionale di Bilancio, ma «in quello stesso anno abbiamo subito tagli - ricorda Fossati - per 11,3 milioni di euro che nel 2013, fra molte vicissitudini, sono arrivati a 20, creandoci molte difficoltà».

Ai quasi 32 i milioni di tagli in due anni si sommano più di 32 milioni di crediti vantati dalla Provincia nei confronti dello Stato «relativi – si legge nella nota del commissario al presidente Napolitano - a trasferimenti erariali pregressi mai erogati in applicazione delle norme riguardanti il regime di tesoreria unica vigenti fino al 2008».

Nella nota Fossati ricorda di essersi rivolto «più volte al Governo nel corso del mio mandato, attraverso i Ministri via via interessati alla questione» ma se il Governo ha fornito «ampia assicurazione circa l’esistenza del credito» non ha invece mai dato «alcuna certezza circa il suo versamento, eventualmente anche rateizzato in considerazione del grave momento che sta attraversando l’economia del nostro Paese».

Sui 32,6 milioni di crediti nei confronti dello Stato la Provincia il 20 giugno scorso ha anche ottenuto dal tribunale di Roma un decreto ingiuntivo «per il pagamento dell’intera somma – si legge nell’appello al Capo dello Stato - entro quaranta giorni dalla notifica, avvenuta pochi giorni fa, del relativo decreto» emanato dal tribunale sulla base del ricorso della Provincia, presentato a malincuore, perché «indipendentemente dall’esito di questa procedura di recupero – scrive il commissario a Giorgio Napolitano - mi preme sottolineare ancora una volta che non mi pare questa la via maestra da percorrere e che ritengo profondamente ingiusto che una istituzione della Repubblica – per il momento ancora con dignità costituzionale – debba ricorrere alla Magistratura per poter far valere i propri diritti nei confronti dello Stato».

In ogni caso la doppia stretta, dei tagli e del mancato pagamento dei crediti statali, sta creando alla Provincia di Genova difficoltà sempre più gravi: dal trasporto pubblico alla viabilità, dalla formazione professionale all’edilizia scolastica alla difesa del suolo. Per questo sbloccare le somme nazionali dovute, almeno in parte, ma al più presto, diventa essenziale: «il presidente Napolitano ha più volte invitato tutti ad avere senso dello Stato – dice Fossati – e condivido assolutamente il suo monito, al quale ho cercato di uniformare ogni atto del mio incarico che ho accettato soprattutto per senso del dovere istituzionale, rispetto della comunità provinciale e stima nei confronti degli oltre 900 dipendenti della Provincia».

In questo spirito il commissario chiede al Capo dello Stato «il Suo aiuto, in modo da poter giungere al termine di questo mio difficile mandato, non solo con i conti in ordine, ma avendo consentito all’Amministrazione Provinciale di Genova di onorare i propri debiti, come richiedono legittimamente imprese e cittadini della nostra comunità».

«L’auspicio della Provincia di Genova – dice Piero Fossati – è che grazie all’intervento del presidente Napolitano nel prossimo settembre possa arrivare una prima tranche, basterebbe il 20 - 25% delle somme dovute, fondamentale per risanare il bilancio 2013 di Atp, in una fase di gravissima difficoltà per l’azienda che svolge anche una imprescindibile funzione sociale nelle zone montane, per finanziare attività formative e per realizzare una serie di interventi sulla  viabilità, negli edifici scolastici, per la difesa del suolo che il blocco degli investimenti ci ha costretti a congelare».

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