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Sesso e cene in cambio di appalti, condannati ex funzionari Amiu e imprenditori

Il giudice ha condannato, tra gli altri, l’ex responsabile Affari generali di Amiu Corrado Grondona a 5 anni e 9 mesi di carcere

Arriva la condanna in primo grado per gli ex dirigenti Amiu e gli imprenditori coinvolti nell’inchiesta su un giro di cene ed escort messo in piedi per ottenere appalti da parte della municipalizzata del Comune.

Il giudice ha condannato, tra gli altri, l’ex responsabile Affari generali di Amiu Corrado Grondona a 5 anni e 9 mesi di carcere, mentre per gli imprenditori Vincenzo e Gino Mamone la condanna è stata a 4 anni e 6 mesi ciascuno. Quattro anni e sei mesi per Claudio Deiana, 4 anni e un mese per Stefano e Daniele Raschellà. Condannati anche i tre funzionari Amiu Carlo Sacco, ex direttore della discarica di Scapino, Roberto Ademio (entrambi a 3 anni e un mese), e Massimo Bizzi (un anno e due mesi).

I pm titolari del fascicolo, Paola Calleri e Francesco Cardona Albini, avevano chiesto il rinvio a giudizio con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata alla corruzione e alla turbativa d’asta. L’associazione a delinquere non è stata però contestata, e gli imputati sono stati condannati per corruzione e turbativa d’asta e condannati a risarcire Amiu per i danni subiti con un milione e mezzo di euro.

L’inchiesta, va ricordato, era nata nel 2012 e nel novembre del 2014 aveva portato ai primi arresti, Grondona e i Mamone in primis, rinviati a giudizio nel 2016. L’accusa mossa all’ex dirigente Amiu era di avere assegnato appalti dal valore di svariati milioni di euro in cambio di sesso e cene organizzate dagli imprenditori e da alcune mazzette

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