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Si fingevano industriali per svaligiare gioiellerie: due anziani confessano

Truffe in in una dozzina di gioiellerie in Liguria, a Milano e nel Basso Piemonte. Secondo l'accusa pagavano orologi e gioielli con assegni ricettati. Gip respinge richiesta difesa d'incompetenza territoriale

Genova - Qualche bravata in stile Amici miei evidentemente per loro non era sufficiente. Cinque arzilli anziani sono accusati di aver messo a segno colpi in una dozzina di gioiellerie in Liguria, a Milano e nel Basso Piemonte fingendosi amministratori di società multinazionali o capitani d'industria.

Secondo l'accusa sceglievano orologi e gioielli pagando con assegni ricettati. Quando i commercianti presentavano in banca gli assegni scoprivano che erano rubati e non potevano incassarli. Due dei cinque anziani accusati di associazione per delinquere finalizzata alla truffa aggravata hanno ammesso gli addebiti davanti al gip Ferdinando Baldini.

Nel corso dell'udienza preliminare l'avvocato difensore dei due imputati, Cristoforo Fano di 65 anni e Carlo Torti di 77, ha sollevato questione di incompetenza territoriale. Il giudice però ha respinto. L'udienza è stata così rinviata al 4 aprile perché gli imputati intendono valutare se scegliere un eventuale rito alternativo.

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