Martedì, 19 Ottobre 2021
Cronaca Porto Antico

All'asta la replica del Maggiolone di Janis Joplin contro la violenza sulle donne

In occasione del concerto 'Dove sono finiti tutti i fiori' organizzato per sostenere il centro antiviolenza Mascherona

Si fa notare la replica del Maggiolone di Janis Joplin e punta i fari contro la violenza sulle donne. Venerdì prossimo la sgargiante New Beatle cabrio andrà all'asta a favore del centro antiviolenza Mascherona nel corso del concerto "Dove sono finiti tutti i fiori", promosso dall'associazione culturale circolo Over joy. Dai grandi concerti di Woodstock e Parco Lambro del '76, al Porto Antico, dove venerdì 1 ottobre 2021, cantanti e musicisti italiani (da Matia Bazar a Dik Dik passando per Giua e Irene Fornaciari) si esibiranno per beneficenza a partire dalle 20.30.

Ogni anno il centro antiviolenza Mascherona, oggi costituito da psicologhe, pedagosiste, avvocate, riceve più di 500 richieste d'aiuto: "Affrontiamo in un'ottica di genere quello che vuole la donna", spiega Manuela Caccioni responsabile del centro antiviolenza Mascherona. "Purtroppo dobbiamo fare i conti anche con donne che chiedono solo consiglio su come resistere a una situazione di violenza e riescono ad uscire da realtà tossiche soltanto dopo anni".

La ripartenza dopo il lockdown ha permesso alle donne di uscire e tornare a suonare in piazza Colombo 3, dove ha sede il centro: "Durante la pandemia c'è stato un aumento di femminicidi, dell'efferatezza e della crudeltà - continua Caccioni - la violenza è sempre più grave, arrivano donne con prognosi più lunghe date dai pronto soccorso e ciò mette in luce come la situazione sia precipitata anche sul lato fisico".

La protezione dei soggetti è stata annullata dai mesi di chiusura in cui le donne si sono ritrovate esposte alla violenza: "Durante il lockdown non avevano la libertà di accedere al centro e lo smart working dei mariti ha peggiorato la situazione costringendole all'obbligo di dimora e al controllo costante nella casa familiare". 

Rispetto allo stesso periodo del 2020, sono 50 le donne che si sono rivolte al centro, da inizio del 2021 sono 339 e tutti i letti delle case rifugio sono occupati: "Con la fine delle restrizioni covid si è registrato un aumento delle domande d'aiuto - racconta la responsabile - così abbiamo attivato quattro bed&breakfast che ci hanno sostenuto accogliendo le vittime di violenza; tuttora le nostre case sono piene".

La strada della consapevolezza sociale si può rafforzare anche grazie ad eventi come quello di venerdì prossimo: "Collaboriamo con il comune e con altre associazioni - conclude Manuela Caccioni - dobbiamo cercare continuamente risorse ma la rete funziona, a questo concerto, per esempio, partecipano professionisti per sostenere il lavoro del centro antiviolenza". 

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