Antifascisti in piazza contro le aggressioni, sabato il presidio

Il 20 gennaio Genova Antifascista organizza una manifestazione in risposta ai recenti fatti di cronaca che hanno coinvolto anche CasaPound. Proseguono le indagini

Non si placano le proteste dopo l’aggressione ad alcuni militanti antifascisti avvenuta lo scorso venerdì in piazza Tommaseo, a poca distanza dalla sede di CasaPound: mentre la Digos continua a investigare sull’accaduto e in Comune e in Regione si dibatte sulle mozioni finalizzate a vietare gli spazi pubblici istituzionali ai movimenti neofascisti, Genova Antifascista ha annunciato una nuova manifestazione.

“Rispondiamo alle aggressioni fasciste”, fanno sapere dalla pagina Facebook i membri di Genova Antifascista, dando appuntamento per sabato 20 gennaio alle 16 in piazza Alimonda, «per dire che non accettiamo nessuna aggressione né intimidazione fascista. Per dire che le strade sono nostre e che non accettiamo di non poterle attraversare. Per dire che i covi fascisti vanno chiusi - proseguono - La nostra risposta è nelle strade, l’antifascismo non si delega e non si strumentalizza. Genova ha sempre rifiutato l’infamia fascista e continuerà a farlo».

La manifestazione è stata organizzata, come detto, in seguito all’episodio che si è verificato lo scorso venerdì tra via Montevideo, dove ha sede CasaPound, e piazza Tommaseo: stando a quanto ricostruito, alcuni antifascisti che stavano attaccando volantini in zona sarebbero stati aggrediti con cinghie e bottiglie dai militanti di estrema destra, e uno di loro sarebbe stato raggiunto alla schiena con una coltellata. 

Su quanto accaduto la procura ha aperto un’inchiesta per tentato omicidio, e la Digos in questi giorni sta portando avanti le indagini interrogando sia il ferito, un uomo di 36 anni, sia chi era con lui quella sera e ha assistito all’aggressione. Interrogati anche i membri di CasaPound e Blocco Studentesco che venerdì sera si trovavano nei locali della Foce per la raccolta firme in vista delle elezioni del 4 marzo: alcuni aggressori sarebbero già stati identificati, ma gli investigatori stanno ancora passando al vaglio i filmati delle telecamere di sorveglianza per ricostruire la dinamica.

Si preannuncia dunque un sabato ad alto tensione, in un clima che in città si fa sempre più elettrico raggiungendo anche le sedi istituzionali: martedì il consiglio Comunale è stato interrotto dopo che dagli spalti si è levato il coro di "Bella Ciao", e alla fine il voto sulla mozione porposta dal Pd per vietare gli spazi pubblici ai neofascisti è saltato per mancanza di numero legale. In città sono stati potenziati i controlli da parte delle forze dell’ordine proprio nei dintorni delle sedi dei gruppi di estrema destra, degli antagonisti e dei centri sociali. Tra le manifestazioni tenute sotto attenta osservazione c’è anche il corteo del 3 febbraio organizzato sempre da Genova Antifascista prima dell’aggressione, che partirà alle 15 da piazza De Ferrari. 

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