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Mercoledì, 22 Maggio 2024
Cronaca

Ansaldo Energia, cinque lavoratori condannati per le manifestazioni dell'ottobre 2022

Tra i condannati, tutti a pene comprese tra 8 mesi e un anno e due mesi, c'e il coordinatore dell'rsu della Fiom, Federico Grondona

Questa mattina, 15 maggio 2024, è arrivata la sentenza, che condanna cinque lavoratori di Ansaldo Energia per aver difeso il proprio posto di lavoro, partecipando agli scioperi e alle manifestazioni dell'ottobre 2022. La giudice Silvia Carpanini ha condannato i cinque per il blocco del centro città e l'occupazione dell'aeroporto di Genova.

Le proteste erano state organizzate per chiedere la ricapitalizzazione dell'azienda, che rischiava il fallimento. Tredici lavoratori erano finiti a processo con accuse a vario titolo di reati come blocco stradale, accensione di fumogeni, interruzione di pubblico servizio, minacce, danneggiamento, incendio, oltre che per le lesioni a due poliziotti che sono stati però nel frattempo stati risarciti.

Assolti i tre portuali che avevano manifestato in solidarietà con i lavoratori di Ansaldo. Tra i condannati, tutti a pene comprese tra 8 mesi e un anno e due mesi, c'e il coordinatore dell'rsu della Fiom, Federico Grondona, che annuncia ricorso in appello.

"SiamoTuttiAnsaldo è lo slogan che ha accompagnato le manifestazioni di quei giorni, che hanno salvato posti di lavoro e una delle maggiori industrie genovesi. La Fiom Cgil ritiene la sentenza ingiusta e spropositata e sosterrà in appello i compagni e i lavoratori raggiunti dalla sentenza", si legge in una nota della Fiom Cgil Genova.

"In attesa di conoscere le motivazioni della sentenza, la Cgil, Genova e Liguria, esprime la propria solidarietà ai lavoratori Ansaldo - fa sapere il sindacato, che questa mattina hanno ricevuto la sentenza di condanna per gli episodi, che risalgono alle manifestazioni dell’ottobre 2022. In quei giorni gli scioperi e le mobilitazioni ricevettero l'appoggio di tutta la città, che si strinse attorno a lavoratrici e lavoratori, costretti a scioperare e protestare per difendere il posto di lavoro e con esso un fiore all'occhiello del panorama industriale nazionale".

"La sentenza di questa mattina - conclude la Cgil - colpisce sia perché i fatti si svolsero in un contesto di grande preoccupazione per il futuro di Ansaldo, superati grazie a quelle mobilitazioni, sia perché oggi si è consapevoli che, mentre dei lavoratori difendevano il posto di lavoro, c'era chi in città si adoperava per fare altro".

"Rimaniamo anche noi in attesa delle motivazioni della sentenza, ma come Anpi Genova - si legge in una nota - non possiamo che ribadire la nostra solidarietà ai lavoratori condannati. Solidarietà rafforzata dal fatto che loro difendevano non solo il posto di lavoro, ma un pezzo fondamentale dell'industria ligure e nazionale, mentre altri li apostrofavano ingiustamente, perché in tutt'altro affacendati. Solidarietà estesa ancora una volta a tutti i lavoratori in piazza in quei giorni, perché Ansaldo è un bene comune, ma anche e particolarmente perché il diritto di manifestare è un cardine della libertà di espressione, quella per cui anche non pochi 'ansaldini' lasciarono la vita durante la Resistenza o a seguito delle deportazioni e dei rastrellamenti in fabbrica".

"Pur ribadendo la fiducia nel lavoro della magistratura, la sentenza preoccupa per la gravità delle condanne e per i possibili risvolti che potrebbe avere sulla libertà di sciopero e di mobilitazione sindacale nel nostro Paese", dichiara Brando Benifei, capodelegazione degli Eurodeputati Pd al Parlamento Europeo.

"Esprimo la mia piena solidarietà ai lavoratori coinvolti, fiducioso che il ricorso in Corte d'Appello possa portare a un risultato, che non sia la condanna di chi si mobilitava in difesa dell'interesse collettivo, ovvero la tutela del lavoro in un'azienda strategica per la nostra città, per la Liguria, per l'Italia e per tutta l'Unione Europea. Se oggi in Ansaldo si guarda con più serenità al futuro è anche grazie a quella mobilitazione", conclude Benifei.

Così, infine, la segreteria Fim Cisl e la Rsu Fim AEN: "Nel pieno rispetto del lavoro della magistratura alla luce del primo grado di giudizio emesso nella giornata odierna, siamo vicini e solidali alle persone coinvolte 'perché siamo tutti Ansaldo Energia'".

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