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Lunedì, 8 Agosto 2022
Cronaca

Ansaldo, il corteo dei lavoratori

Il percorso dei manifestanti e le motivazioni dello sciopero

Assemblea e corteo, questa mattina, 2 agosto 2022, per i lavoratori di Ansaldo Energia che hanno deciso di dare vita a una manifestazione tra val Polcevera e Sampierdarena per protestare contro la situazione dell'azienda, che rischia il fallimento.

Dopo aver percorso via Trenta Giugno 1960 e imboccato il ponte di Cornigliano - dove i lavoratori sono stati raggiunti da delegazioni dell'ex Ilva e Fincantieri - oltre mille manifestanti si sono diretti verso la sopraelevata. Bloccata anche via Cantore e il casello di Genova Ovest. Poco dopo le 11, sulla A7 è stato riaperto il tratto compreso tra l'allacciamento con l'A10 e il piazzale Sampierdarena (direzione Genova) e tra il piazzale di Sampierdarena e la barriera di Genova Ovest (direzione Serravalle) precedentemente chiusi a causa della manifestazione. Attualmente, si registrano 3 km di coda in direzione del capoluogo ligure, in corrispondenza della precedente deviazione obbligatoria sulla A10 Genova-Savona. 

Tolto il blocco alla barriera autostradale di Genova Ovest, i lavoratori di Ansaldo Energia rientrano verso lo stabilimento di Campi, ancora in corteo

Cosa succede

La direzione aziendale di Ansaldo ha comunicato che l'azienda "è entrata ufficialmente in una situazione di pre-fallimento, con i debiti che superano i ricavi di centinaia di milioni di euro, e che se l’azionista di maggioranza, la CdP, non ricapitalizza, sarà commissariata portando i libri in tribunale, senza avere nemmeno i soldi per pagare gli stipendi ai dipendenti: un disastro". Questa la comunicazione della Rsu Fiom Aen. E i sindacati si sono messi subito sul piede di guerra.

Ansaldo, rischio "scenari disastrosi per l'azienda e i lavoratori": sindacati sul piede di guerra

"Quello che sta accadendo in Ansaldo Energia è una vera e propria vergogna che non lasceremo passare". Così Igor Magni segretario generale della Camera del Lavoro di Genova commenta la notizia che coinvolge il sito produttivo di Genova Campi. “La priorità ora è fare quadrato per salvare e dare prospettive ad un’azienda storica del territorio e strategica per il Paese: sindacato, politica, istituzioni devono remare tutte nella stessa direzione scongiurando il peggio e cercando soluzioni che non penalizzino le maestranze, le uniche che in questa vicenda non hanno responsabilità. Il fallimento di Ansaldo Energia sarebbe un colpo mortale per l’industria genovese e del Paese".

"È recente la notizia dell’acquisizione di due bandi sul Pnrr: l’ennesima dimostrazione di come l’azienda possa  avere prospettive senza dubbio importanti. Si può tamponare questa situazione magari attraverso strumenti che possano portare a risparmi o sistemi di efficientamento insieme all’analisi di tutte le attività che possono essere internalizzate per aumentare le ore lavoro risparmiando anche capacità economiche. Soluzioni per preservare la tutela occupazionale che non deve essere minimamente intaccata" comunica Fim Cisl che sottolinea di essere pronta a intraprendere qualsiasi azione di mobilitazione anche dura.

Fa eco Uilm che parla di "situazione disastrosa": "Risolvere problemi strutturali con la svolta green e con l'idrogeno non risolve i problemi strutturali di Ansaldo: occorre intervenire sulla struttura, sull'ingegneria, su service, acquisti e logistica per rendere l'azienda efficace ed efficiente" dice Antonio Apa, coordinatore regionale.

I sindacati hanno già parlato di mobilitazioni con istituzioni e con la città intera per non perdere il più grande presidio industriale della regione, che dà lavoro a 2400 persone, che arrivano a quattromila con l'indotto.

Regione Liguria: "Convocheremo l'azienda"

 "Regione Liguria sta monitorando attentamente la situazione ed è in costante contatto con i vertici di Ansaldo Energia: convocheremo, nei tempi opportuni, un tavolo di confronto tra parti sociali, management e azionista per garantire un futuro a un grande asset, non solo della Liguria, ma di tutto il Paese". Così, in una nota congiunta, il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, e l'assessore regionale allo Sviluppo economico, Andrea Benveduti, dopo la manifestazione di stamattina dei lavoratori di Ansaldo Energia, a Genova.

"Parliamo di un'azienda che rappresenta un'eccellenza del territorio, non solo nel suo business delle turbine a gas, ma anche per le prospettive di sviluppo legate alle nuove energie green- aggiungono gli esponenti della giunta- ora occorre, soprattutto, fare in modo che la tensione non superi i limiti e che tutte le parti riescano a instaurare un confronto costruttivo. Per questo ci auguriamo che, dopo i momenti difficili di queste ore, tutte le parti tornino a ragionare in modo proficuo per la salvaguardia dell'azienda".

Ora, conclude Benveduti, "ci aspettiamo, nella massima tutela dell'occupazione, delle capacità produttive e competenze tecnologiche che un solido e condiviso business plan di rilancio e riqualificazione industriale, con una profondità strategica di lungo respiro, venga fattivamente supportato dall'azionista, con dotazioni finanziarie".

Le reazioni politiche

“L’ipotesi di un ridimensionamento e l’annuncio di un piano che prefigura i peggiori scenari per uno dei poli di eccellenza dell’economia italiana, che conta oltre 2500 addetti, è inaccettabile. Quanto sta succedendo ad Ansaldo energia è un elemento di grande preoccupazione che richiede un’azione collettiva, a tutti i livelli istituzionali e sociali, per far sì che ci sia una reazione in grado di scongiurare ogni ipotesi di chiusura”, così il Partito Democratico Liguria e Genova e i gruppi consiliari di Regione e Comune dopo l’annuncio del piano pre-fallimentare per Ansaldo energia e il corteo. “Cassa depositi e prestiti e il governo  devono intervenire utilizzando tutti gli strumenti a disposizione per far sì che una delle aziende liguri storiche e strategiche per l’Italia possa continuare la propria attività regolarmente. L'ipotesi di chiusura è una prospettiva inaccettabile, che ricadrebbe sui lavoratori e sull’economia del Paese da scongiurare assolutamente”.

"Quella di Ansaldo Energia è una realtà troppo importante per la città di Genova - sottolinea  Gianni Pastorino, capogruppo di Linea Condivisa in Consiglio Regionale - Le dichiarazioni dell’amministratore delegato di ieri sera sono un elemento devastante per il nostro territorio. Ansaldo non può e non deve chiudere ma deve dimostrare di essere capace di realizzare una nuova e diversa impresa". Pastorino ha ribadito la necessità di rilanciare l’azienda nel mercato con la lavorazione di nuovi prodotti. "Ormai si parla di lavoro solo per dire che è precarizzato e svalutato oppure per raccontare dei tagli dei posti. Ansaldo fa dei prodotti di qualità che, connessi ad altri tipi di industria come l’hi-tech, deve rappresentare il futuro. Pensare di chiudere questa azienda storica e puntare soltanto al turismo è una visione assolutamente sbagliata per la città".

"Giusta e doverosa la presa di posizione dei lavoratori genovesi di Ansaldo Energia che hanno manifestato questa mattina. Sosterremo le loro iniziative affinché Cassa Depositi e Prestiti proceda subito con la riduzione del capitale per perdite e alla nuova ricapitalizzazione", lo dichiara Luca Pastorino, deputato ligure di LeU e segretario di presidenza alla Camera.

Il Partito della Rifondazione Comunista esprime la propria totale solidarietà e partecipazione ai lavoratori di Ansaldo Energia, in lotta a difesa dei loro posti di lavoro: "Non sappiamo se dietro l’assenza di ordinativi si trovino prevedibili conseguenze economiche collegabili alla guerra in Ucraina, va da sé che l’enorme patrimonio costituito dalle capacità delle maestranze Ansaldo, universalmente riconosciute, merita ben altra dirigenza. Parlavamo di autunno caldo, caldissimo. Purtroppo queste informazioni rendono bene l’idea dello sconquasso sociale ed economico prodotto dalle politiche liberiste e belliciste del governo Draghi e dei governi a esso precedenti".

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