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Cronaca

Genova ricorda la deportazione degli ebrei, Bucci: "Senza memoria non c’è futuro"

Il 3 novembre 1943 una delle date più buie della storia della città: 261 ebrei genovesi finirono nei campi di concentramento e sterminio, si salvarono soltanto in 20

A causa dell'allerta meteo non è andato in scena il corteo fino alla sinagoga, ma l'appuntamento per ricordare l'inizio della deportazione degli ebrei genovesi si è comunque tenuto con circa 600 partecipanti in galleria Mazzini, nei pressi della 'pietra d'inciampo' dedicata a Riccardo Pacifici, rabbino capo di Genova catturato dai nazifascisti e morto ad Auschwitz l'undici dicembre del 1943.

La deportazione degli ebrei di Genova è iniziata il 3 novembre del 1943, una delle date più buie della storia della città, la Comunità di Sant’Egidio e la Comunità Ebraica di Genova, insieme al Centro culturale Primo Levi, hanno custodito in questi anni la memoria di questi fatti, coinvolgendo non solo le istituzioni, ma tanti genovesi e in particolare le giovani generazioni.

VIDEO | Cerimonia in ricordo degli ebrei genovesi deportati

Alla manifestazione hanno partecipato Giuseppe Momigliano (rabbino capo di Genova), Marco Tasca (arcivescovo di Genova), Andrea Chiappori (Comunità di Sant’Egidio), Ariel Dello Strologo (presidente della Comunità Ebraica) e il sindaco Marco Bucci, che ha commentato: "78 anni fa iniziava la deportazione degli ebrei genovesi e 261 di loro finirono nei campi di concentramento e sterminio: si salvarono soltanto in 20. Oggi è un’altra occasione per ribadire che occorre combattere ogni forma di intolleranza e discriminazione. Non di può e non si deve dimenticare perché senza memoria non c’è futuro".

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