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Cronaca Arenzano

Haven, 30 anni fa davanti ad Arenzano il più grave disastro ecologico nel Mediterraneo

Persero la vita cinque membri dell'equipaggio e migliaia di tonnellate di petrolio finirono in mare in quello che fu il più grave disastro ecologico nel mar Mediterraneo

C'era chi lavorava, chi era andato a fare la spesa, chi era uscito per ammirare il sole primaverile di aprile: tutti però ad Arenzano, quell'11 aprile del 1991, ricordano un botto terrificante seguito da una colonna di fumo nerissimo in cielo.

Sono passati 30 anni dalla tragedia dell'affondamento della petroliera Haven davanti al mare di Arenzano. Persero la vita cinque membri dell'equipaggio e migliaia di tonnellate di petrolio finirono in mare in quello che fu il più grave disastro ecologico nel mar Mediterraneo. Bruciarono infatti circa 90mila tonnellate di petrolio greggio delle 144mila presenti al momento dell'incidente oltre alle circa mille tonnellate di combustibile. Un danno ambientale incalcolabile in primis per Arenzano, ma anche per Cogoleto e per Genova che per molto tempo dopo l'incidente continuarono a vedere le proprie spiagge macchiate di nero.

Ripercorrendo un po' di storia, nel 1988 la nave fu colpita nel golfo Persico da un missile sparato da una nave di guerra iraniana, riportando gravi danni allo scafo. Fu riparata a Singapore, dopodichè fece solo più viaggio, nel 1991, per Genova. Lì, mentre aspettava di scaricare parte del greggio trasportato, l'esplosione violentissima a bordo, le fiamme, il fumo nero, e per cinque membri dell'equipaggio non ci fu più niente da fare. Drammatiche le immagini che arrivavano dalla tv, e che mostravano Guardia Costiera e Vigili del Fuoco al lavoro per spegnere le fiamme, altissime, in uno scenario in cui il fumo nero - una colonna altissima che nessuno potrà dimenticare - era davvero impenetrabile e le esalazioni insopportabili.

Dopo la fase iniziale di incendio del combustibile versato in mare, la nave venne trainata al largo di Arenzano; per una fortunata serie di coincidenze (mare calmo, assenza di vento), la maggior parte del combustibile fu esaurito dalla combustione durata più giorni. In seguito il relitto affondò, e ora si trova su un fondale di circa 80 metri nelle acque antistanti Arenzano. Si tratta del più grande relitto visitabile da subacquei del Mediterraneo, e uno dei più grandi al mondo. 

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