Primavera in anticipo, super lavoro per Enpa: in Liguria un solo centro per i soccorsi

Il Centro Recupero Animali Selvatici di Campomorone è l'unica struttura in Liguria dotata di ambulatorio e aree di degenza. E in questa stagione volontari e spazio non bastano mai: l'intervista al fondatore

Con la primavera alle porte, e quest’anno anche in deciso anticipo, i boschi tornano a popolarsi di nuova vita e i centri e le associazioni che si occupano di animali selvatici si mettono sull’attenti. Soprattutto in Liguria, regione in cui la fauna selvatica spesso richiede interventi specifici.

Che si tratti di cinghiali arrivati in città e recuperati, di caprioli finiti in una scarpata o di uccelli feriti da bracconieri, tutti gli esemplari vengono portati nello stesso posto: al Centro Recupero Animali Selvatici che l’Enpa ha aperto tre anni fa a Campomorone, e che ha diventato il centro di riferimento di tutta la Liguria.

«Ci occupiamo noi della maggior parte degli animali selvatici feriti o in difficoltà - spiega Massimo Pigoni, responsabile della sezione Enpa di Genova e fondatore del Cras - Quest’anno abbiamo iniziato il super lavoro in anticipo, visto il clima. Di solito in primavera la problematica principale è rappresentata dai cuccioli di capriolo, che vengono lasciati dalle mamme nei prati e incautamente toccati da escursionisti, di sicuro benintenzionati ma poco informati sul danno che provocano. Quest’anno caprioli ancora non ne sono arrivati, ma ci è già arrivato un cinghialino finito in una scarpata: significa che gli animali stanno nascendo».

La situazione è inevitabilmente destinata a complicarsi a causa della primavera anticipata: gli animali escono prima dal letargo, non hanno fatto abbastanza scorta di energie e non trovano risorse per integrarle. Tassi e volpi sono quelli che più di frequente arrivano al Cras feriti o in difficoltà, e a loro si aggiungono gli uccelli, che sempre in questo periodo iniziano a migrare: `«La maggior parte degli animali di cui ci occupiamo è avifauna, in questi giorni per esempio è iniziata la migrazione delle gru, che andrà avanti per mesi - conferma Pigoni - Basta alzare gli occhi al cielo, nella zona del Beigua, per vederle volteggiare. Ma ci è capitato di occuparci di rapaci feriti dai fucili dei bracconieri, di uccellini piccoli come un pettirosso con l’ala spezzata, e di molti altri uccelli che non sono tipici della regione ma ci arrivano in periodo di migrazioni. Ci sono poi gli animali stanziali: cinghiali, caprioli, qualche daino e altri mammiferi».

Un “flusso” di animali che aumenta proprio in questo periodo, e che costringe il Cras a prepararsi al superlavoro: «Abbiamo un trentina di volontari in tutto - spiega Pigoni approfittando dei pochi minuti liberi ricavati nell’assistenza a una capra ferita portata a Campomorone mercoledì pomeriggio e sottoposta a intervento chirurgico  - Noi lavoriamo con le guardie zoofile, che spesso fanno riferimento a noi, e poi con tutta la vigilanza regionale: Forestale, Capitaneria di porto, carabinieri, polizia, vigili del fuoco: fanno tutti riferimento a noi. Tra i volontari abbiamo lo studente universitario, che necessariamente deve assentarsi in periodo di esami, o il pensionato che può venire con frequenza assidua, ma non ha tutte le energie necessarie per l’assistenza pieno ritmo. L’ideale sarebbe avere sempre 2-3 persone al centro, cosa che non sempre accade».

La conformazione orografica della Liguria non aiuta: un animale ferito a Imperia o alla Spezia deve essere portato al Cras, e spesso le tempistiche, decisive per salvarlo, si allungano a dismisura. A Savona i volontari dell’Enpa si stanno attrezzando per un centro di primo soccorso, ma per la degenza della fauna l’unico centro disponibile è quello di Campomorone.

«In questo periodo avremmo davvero bisogno di più volontari - sospira Pigoni - Lo spazio, anche, non basta mai: siamo riusciti a costruire una nuova voliera, ma a oggi abbiamo l’edificio principale dove c’è anche l’ambulatorio e poi lo spazio esterno, distante, dove abbiamo la seconda degenza e le voliere. E dobbiamo dividerci, cosa che diventa complicata se nona abbiamo almeno tre volontari al centro».

Regione Liguria, oggi, sostiene il lavoro del Cras con un contributo: «Non una convenzione fissa stabilita - sottolinea Pigoni - ma un contribuito variabile che viene elargito a seconda dei fondi a disposizione. Mediamente, negli ultimi tre anni, la cifra ha coperto un terzo delle spese. Enpa a livello nazionale sta puntando sulla nostra struttura e ci ha aiutato, ma in Liguria siamo fanalino di cosa: abbiamo aperto tre anni fa, quando in tutte le regioni c’erano già i Cras. In regioni come la Lombardia o il Piemonte hanno un Cras per provincia, qui noi dobbiamo gestire tutta la Liguria con una sola struttura».

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Il Cras non si occupa, inoltre, soltanto di recupero, soccorso e assistenza della fauna selvatica, ma vuole essere anche un centro di ricerca e raccolta dati e sede di divulgazione scientifica. Attività che richiedono risorse, tempo ed energie: chi volesse sostenere l’attività del centro può farlo cliccando diventando volontario o facendo una donazione sul sito dell’Enpa.

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