Amt e le scelte del sindaco

Wwf Genova e Legambiente Liguria si rivolgono al sindaco Marco Doria con un appello a compiere scelte diverse da quelle intraprese fino ad ora per salvare l'azienda di trasporti Amt

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

Genova - Il sindaco ha affermato di avere il dovere di salvare l'azienda Amt (sciopero il 22 marzo ndr.); ma Amt si salva solo avendo come priorità un trasporto pubblico efficiente e soddisfacente per la cittadinanza. E purtroppo non ci sembra che il sindaco abbia capito questo basilare legame, che  significa non solo chiedere investimenti per il presente e  per il futuro del trasporto pubblico locale ma anche cambiare le politiche sulla mobilità, le priorità nei capitoli di spesa e le scelte urbanistiche del Comune.

L'aver affidato il trasporto pubblico a mani incapaci di trovare soluzioni per far uscire dalla crisi il TPL e il continuare a dare credito a soluzioni da decenni fallimentari sono concausa dell'attuale crisi dell'azienda Amt. La sconcertante vicenda della disdetta della tariffazione integrata non è che l'ultimo gravissimo episodio.

Anche le agitazioni dei lavoratori e lo stato di tensione di questi giorni sono una conseguenza di queste decisioni sbagliate. Sia ben chiaro: noi siamo dalla parte dei lavoratori; ma una lotta che ricade in modo integrale sui cittadini rischia di fare invocare dagli stessi cittadini interventi punitivi, giustificando persino processi di privatizzazione (che il principale partito di maggioranza già annuncia).

Forme alternative di lotta non vanno semplicisticamente etichettate come “crumiraggio” ed anche i lavoratori devono capire che il posto di lavoro si salva salvando il trasporto pubblico nella sua globalità, con al centro la cittadinanza che usufruisce del servizio, anche se non ha un sindacato che la rappresenti.

Se il sindaco vuole salvare Amt deve accantonare le ricette seguite fino ad ora: i risparmi non si fanno tagliando corse, alzando tariffe e inasprendo le condizioni di lavoro, ma aumentando la velocità commerciale dei bus con serie corsie gialle e semaforizzazione preferenziale.

La mancanza di risorse per il TPL non deriva solo da Roma: le risorse si trovano anche facendo scelte diverse sugli investimenti e sulle priorità urbanistiche: basta strade, asfalto e cemento, “guard-rail d'oro” in corso Europa, (auto)strade a mare, nodi e nodini a San Benigno.

A Roma non si deve correre per il tunnel subportuale da mezzo miliardo di euro (mentre si fanno le pulci alla tariffa integrata per degli spiccioli perché qualcuno continua a raccontare che l'integrazione è un lusso od un costo e non un vantaggio per le aziende come tutto il resto d'Europa sa perfettamente) ma per spiegare la centralità del TPL nella vita sociale ed economica delle città.

Noi chiediamo pubblicamente al sindaco di riceverci, per spiegargli meglio tutto ciò, così come abbiamo fatto per il Consiglio Comunale. Per spiegargli che va abbandonato un modello di sviluppo basato su trasporto privato e infrastrutture stradali; per proporre soluzioni concrete e fattibili diverse da quelle fallimentari che cattivi consiglieri gli hanno fin qui indicato.

Perché anche noi teniamo ad Amt, quale strumento cardine per una mobilità realmente sostenibile nella nostra città e motore di rilancio della sua economia.

WWF Genova, Vincenzo Cenzuales
Legambiente Liguria, Santo Grammatico

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