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Amt, agevolazioni fiscali per chi acquista l'abbonamento

Dal 2019 sarà possibile inserire nella dichiarazione dei redditi gli abbonamenti nominali comprati nel 2018. Detraibili anche i buoni tpl

A partire dal 2019, anche l’abbonamento Amt può finire nella dichiarazione dei redditi: con l’approvazione della legge di bilancio 2018 N. 205, avvenuta lo scorso dicembre, chi acquista un abbonamento nominativo ai mezzi pubblici potrà usufruire di agevolazioni fiscali elencandolo tra gli oneri detraibili.

L’agevolazione fiscale, che non comprende biglietti e carnet, è concessa per gli abbonamenti acquistati nel 2018, che potranno essere inseriti nella dichiarazione dei redditi del 2019. Per usufruirne, i cittadini dovranno conservare la ricevuta indipendentemente dalla modalità di pagamento (contanti, pos, carta di credito): a oggi l'abbonamento annuale ad Amt costa 395 euro, quello mensile 46 euro e quello settimanale 17.

Tra le altre novità che riguardano le agevolazioni fiscali per il trasporto pubblico, il fatto che nel caso in cui il datore di lavoro acquisti titoli di viaggio per il trasporto pubblico locale a favore di propri dipendenti o rimborsi loro le spese per l’acquisto, le somme impegnate non concorrono a formare reddito di lavoro dipendente, così come già avviene per strumenti di welfare quali i “buoni pasto”. Una norma, sottolinea Amt, che può offrire un’utile occasione per la diffusione degli abbonamenti al trasporto pubblico, assicurando un importante contributo allo sviluppo della mobilità sostenibile.

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