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Sesso in cambio di appalti, rinviati a giudizio dirigenti Amiu e imprenditori

Il giudice per le indagini preliminari ha accettato le richieste dei pm Paola Calleri e Francesco Cardona Albini: il processo inizierà il prossimo marzo, e vedrà 10 persone imputate per corruzione e turbativa d'asta

Tutti rinviati a giudizio gli ex dirigenti Amiu e gli imprenditori coinvolti nell’inchiesta sul giro di escort in cambio di appalti nell’ambito della gestione dei rifiuti cittadini: lo ha deciso il giudice per le indagini preliminari, Nadia Bolelli, accogliendo la richiesta dei pm Paola Calleri e Francesco Cardona Albini.

In totale sono 7 le persone che dovranno affrontare il processo con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata a corruzione e turbativa d’asta, tra cui Corrado Grondona, ex responsabile Affari generali di Amiu; Gino, Vincenzo e Luigi Mamone, imprenditori titolari della Eco.ge; Stefano e Daniele Raschellà, imprenditori; e Claudio Deiana, anche lui imprenditore. Agli altri tre ex dipendenti Amiu, Carlo Sacco (direttore della discarica di Scarpino), e i funzionari Massimo Bizzi e Roberto Ademio, non viene invece contestata l’associazione a delinquere, anche se rimangono valide le accuse di corruzione e turbativa d’asta.

Amiu ha inoltre chiesto un sequestro preventivo di 270mila euro alla EcoGe, la ditta che si occupava della raccolta rifiuti per la municipalizzata, che ha patteggiato una condanna a 56mila euro. Il processo inizierà il prossimo 17 marzo.

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