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Protesta ambulanti: il Comune scarica la colpa sul Porto Antico

La protesta degli ambulanti liguri per la presenza di mercati provenienti da altre regioni ha chiuso il question time durante il consiglio comunale odierno. Per l'assessore Oddone è stato il Porto Antico a ritrattare gli impegni

La protesta degli ambulanti liguri per la presenza di mercati provenienti da altre regioni ha chiuso il question time durante il consiglio comunale odierno. Ne hanno parlato Guido Grillo (Pdl), Alberto Villa (Pd), Paolo Repetto (Udc), Gianpaolo Malatesta (Pd).

Vista la presenza in Sala Rossa di un nutrito gruppo di lavoratori ambulanti, il presidente Giorgio Guerello ha concesso la parola anche ai capigruppo o, in alternativa, ad altri consiglieri.

Grillo: tra i problemi dell’ambulantato ci sono i mercatini che nella zona del Porto Antico e della Marina di Sestri sono periodicamente organizzati da organizzazioni di altre regioni. Chiede che una commissione incontri i rappresentanti delle organizzazioni degli ambulanti.

Villa: è necessario chiarire come si pensi di andare avanti. Anche gli operatori genovesi hanno proposto iniziative analoghe, ma non hanno avuto risposte positive. Pandolfo: il tessuto economico della città comprende anche le attività degli ambulanti. È necessario tenerne conto. Illustra i casi di piazza Palermo e di via Tortosa. Con quali criteri si destina lo spazio ai mercati?

Repetto: i mercati rionali sono un’attività economica fiorente, messa in sofferenza dal maltempo di questi mesi. I nostri ambulanti temono la concorrenza dei forestieri. Propone che si consenta ai locali di aprire mercati domenicali e che nel contempo si limiti l’accesso dei forestieri. Malatesta: la programmazione è vitale per il commercio. Necessario distinguere tra promozione turistica e mere attività commerciali.

Vassallo: questi imprenditori tutte le mattine si mettono in gioco. Hanno bisogno di un interlocutore serio che dica loro che cosa si possa o non si possa fare. Questi lavoratori hanno il diritto di operare su tutto il territorio nazionale, ma il Comune ha maggiori doveri verso chi paga le tasse sul nostro territorio. Il Comune non ha competenza sulle aree demaniali o portuali, però è il maggiore azionista di Porto Antico. Il Comune può dare indicazioni cogenti. Richiamo il sindaco a questo dovere.

Lauro: voglio parole vere e chiedo l’impegno del sindaco, perché le promesse non bastano più. Rixi: questa categoria perde reddito ogni anno da 10 anni. Si privilegiano altre priorità e non si provvede al contrasto al commercio illegale. Quest’anno hanno chiuso 628 esercizi commerciali.

Risponde l’assessore Francesco Oddone: lieto dell’occasione per fornire chiarimenti su un comparto in sofferenza, come del resto l’economia dell’intera città. Necessario un aumento delle occasioni di commercio, che faccia da traino anche al turismo. Il Comune, che ha già ridotto la tariffa dell’occupazione di suolo pubblico del 5%, non ha competenza sulle aree di cui si parla; l’autorità competente ha già provveduto a dare permessi in conformità alle normative vigenti. Il Comune è intervenuto su Porto Antico perché iniziative già previste fossero sostituite da altre che vedessero la partecipazione di ambulanti genovesi. L’impegno, assunto da Porto Antico a dicembre, è stato subito ritrattato. Solo adesso, in marzo, si è tornati ad accordarsi in merito.

Il sindaco Marco Doria è intervenuto ribadendo la titolarità dell’assessore Francesco Oddone di esprimersi, nel merito, per conto di tutta la giunta. Ha poi precisato di non aver ricevuto alcuna richiesta di incontro, ma di essere tuttavia disponibile ad incontrare una delegazione di lavoratori.

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