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Cronaca

"Alta severità idrica" per la Liguria, a giorni lo stato di emergenza

In esito alla riunione dell'Osservatorio di bacino distrettuale dell'appennino settentrionale è stato dichiarato per tutto il territorio ligure il livello massimo di allerta per la siccità

L'Osservatorio di bacino distrettuale dell’Appennino settentrionale ha definito il livello di ‘alta severità idrica’ per tutto il territorio ligure, la decisione è arrivata in esito alla riunione tra i tecnici della Regione Liguria, i gestori del servizio idrico integrato e gli enti di governo dell’ambito del territorio regionale, che si è svolta lunedì 4 luglio.

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Il presidente Giovanni Toti e l'assessore alla Protezione civile Giampedrone hanno dichiarato: “Si tratta di una decisione attesa e assolutamente condivisa sulla base dei monitoraggi in corso, che anche in Liguria descrivono un quadro di elevata criticità, più accentuata nel ponente, dove molti sindaci hanno già messo in campo le misure previste dalle linee guida regionali, e anche sulla base delle previsioni, che non sono ottimistiche per le prossime settimane".

I tecnici di Regione Liguria stanno proseguendo il lavoro di raccolta ed elaborazione dei dati necessari a fornire alla Protezione civile tutti gli elementi necessari a valutare la concessione dello stato di emergenza anche al territorio ligure.

Il governatore Toti ha poi aggiunto: “L’ordinanza nazionale che attendiamo nelle prossime ore delineerà il quadro entro cui ci muoveremo: il tema centrale è certamente quello delle risorse che speriamo siano adeguate per rispondere in modo efficace alle esigenze anche della Liguria per finanziare quegli interventi emergenziali indispensabili per scongiurare la razionalizzazione dell’acqua potabile o ulteriori danni alle attività produttive e turistiche”.

I problemi principali nel ponente ligure

La situazione più critica riguarda il ponente ligure, anche a causa della dispersione idrica dovuta alle precarie condizioni delle tubature. Per questo Regione Liguria chiede che il Governo disponga misure urgenti finalizzate a scongiurare il razionamento dell'acqua potabile e norme per semplificare le procedure autorizzative degli interventi strutturali già finanziati.

Il provvedimento nazionale per far fronte all'emergenza, atteso nelle prossime ore, individuerà i criteri per quantificare i danni subiti dai territori e consentirà il ristoro a chi ha patito e sta patendo le conseguenze più gravi di questa situazione, in particolare per il settore agricolo e zootecnico.

Per quanto riguarda invece gli invasi dell’area metropolitana, i volumi stoccati attualmente sfiorano complessivamente i 27milioni di metri cubi di acqua, avvicinandosi ai volumi dell’estate del 2003.

L'assessore Giampedrone ha specificato però che "oggi, a differenza di allora, il rilascio dal Brugneto verso il Piacentino è completato e il fabbisogno della città è calato”.

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