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Alluvione, non è di Luciano Balestrero il corpo recuperato in acque francesi

La perizia depositata sul tavolo del pm Miniati ha accertato che il cadavere ritrovato lo scorso 21 novembre al largo di Cap Ferrat non appartiene al pensionato 66enne travolto dalla piena del torrente Riccò il 15 novembre

Il corpo ritrovato lo scorso novembre in acque francesi non è di Luciano Balestrero, il pensionato di 66 anni che nell’alluvione dello scorso novembre era stato travolto dalla piena del fiume Riccò mentre tentava di salvare la sua auto, parcheggiata lungo gli argini.

Ad accertarlo l’esame del Dna effettuato dal perito nominato dal pubblico ministero Vittorio Ranieri Miniati, che ha depositato la perizia escludendo così che il cadavere ripescato al largo di Cap Ferrat sia quello di Balestrero.

L’uomo era stato travolto da un’ondata di fango e detriti la mattina del 15 novembre, quando si era avventurato sotto il diluvio per cercare di portare in salvo la macchina. A dare l’allarme erano stati la moglie e il figlio, che non vedendolo ritornare aveva allertato i soccorsi. Le ricerche si erano protratte per giorni con l’ausilio dei sommozzatori e dei vigili del fuoco, ma senza risultati.

Una settimana dopo un corpo era affiorato al largo delle coste francesi, a poca distanza dal confine con l’Italia, e inizialmente le autorità parevano certe che appartenesse a Balestrero, sino ai risultati della perizia che hanno smentito l’ipotesi.

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