Alluvione, Bisagno e Fereggiano: ancora nessuna risposta su fondi per scolmatore

La Provincia di Genova torna a domandare rassicurazioni su un progetto fondamentale per la messa in sicurezza dell'aria, fortemente a rischio in caso di piogge incessanti

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

Un invito caldo e pressante ai parlamentari liguri e alle istituzioni del territorio: unire le forze nei confronti del governo nazionale sullo scolmatore del Fereggiano, primo lotto di quello più complessivo del Bisagno, per finanziare un’opera fondamentale per ridurre il rischio di devastanti e drammatiche alluvioni, come quella che ha colpito Genova lo scorso 5 novembre, provocando sei vittime e centinaia di milioni di danni.

Lo ha rivolto la Provincia di Genova, con il presidente Alessandro Repetto e l’assessore Paolo Perfigli, agli onorevoli Roberto Cassinelli del Pdl, Sabina Rossa e Mario Tullo del Pd (e hanno assicurato piena disponibilità anche gli onorevoli Luigi Grillo del Pdl e Roberta Pinotti del Pd, assenti per altri impegni) che hanno partecipato, con i capigruppo consiliari e i tecnici dell’ente, a un incontro convocato nella sede di piazzale Mazzini per rilanciare l’azione sullo scolmatore che con il rifacimento in corso della copertura da Brignole alla Foce è decisivo nel piano di bacino per ridurre i rischi alluvionali dell’area.

La Provincia ha curato la progettazione preliminare e definitiva dello scolmatore del Bisagno che nel dicembre 2007 ha ricevuto anche il parere favorevole del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, ma “dal 2008 - ha detto il presidente Repetto - è venuta meno qualsiasi certezza di risorse nazionali o europee per realizzare l’opera, comunque mantenuta e ribadita nelle linee programmatiche d’indirizzo del nostro ente, ed ora abbiamo colto nella recentissima evoluzione delle normative finanziarie nazionali dal decreto Salvaitalia anche la possibilità di rilanciare una nuova condivisione del progetto della Provincia anche sotto il profilo finanziario per unire le forze con i parlamentari e le altre istituzioni nei confronti del governo”.

L’obiettivo, ha aggiunto l’assessore Perfigli “è di mobilitare tutte le energie con i rappresentanti del territorio, perché quello del Bisagno è un caso nazionale e gli enti locali e la Regione da soli non ce la possono fare”. Complessivamente tutto lo scolmatore del Bisagno costa 230 milioni di euro, ma è possibile realizzarlo anche a stralci, a partire da quello che riguarda i torrenti Fereggiano, Noce e Rovare, tristemente noti, con un costo di 120 milioni di euro, mentre gli enormi danni provocati dall’ultima alluvione di Genova sono stimati in diverse centinaia di milioni.

In concreto si tratta di una galleria lunga tre chilometri e dal diametro di 9,5 metri sino allo sbocco a mare, collegata ad altre tre gallerie di captazione rispettivamente per le piene del Fereggiano, con origine a monte della copertura (convogliando fino a 80 metri cubi d’acqua al secondo nelle vasche di dissipazione che ne riducono al minimo l’energia), del Noce (23 metri cubi al secondo) e del Rovare (26 metri cubi al secondo) per abbassate dagli attuali 20-25 anni a 200 il tempo di ritorno delle alluvioni. La realizzazione dello sbocco a mare dello scolmatore, nella zona di corso Italia fra i Bagni Benvenuto e la Marinetta prevede anche interventi integrati di riqualificazione e sistemazione della costa per mantenerne e valorizzarne le attività balneari e nautiche. Nella stessa zona sarà utilizzato come galleria di servizio per il cantiere e poi d’ispezione anche il tratto di tunnel già scavato nel vecchio progetto comunale degli anni novanta del deviatore del Fereggiano, poi superato per dimensioni e tracciato anche dal piano di bacino provinciale.

I parlamentari hanno confermato il loro impegno “perché ci sentiamo investiti di questa corresponsabilità nei confronti dei cittadini” ha detto Mario Tullo, che pur non nascondendo le difficoltà a reperire nuove risorse ha aggiunto “dovremo far leva sulla situazione generale, perché in alleanza con altri territori, il risanamento e la difesa dai rischi idrogeologici diventino un’effettiva priorità.” Per Roberto Cassinelli “non è assolutamente facile, ma credo che la politica possa fare un lavoro importante nei confronti del governo tecnico e, dopo tutte le manovre di risanamento, si possa decidere come utilizzare le risorse che ci sono. Genova è una città importante e i costi delle opere per disinnescare questa bomba nel centro cittadino potranno essere ripagati in pochi anni, a fronte degli enormi danni che provocano le alluvioni”.

Sabina Rossa ha detto “credo che il nuovo governo riprenderà il progetto nazionale per la prevenzione e in questo ambito ritengo possa attuarsi anche il nostro impegno per lo scolmatore.” Molte le domande e le richieste di informazioni sull’opera anche dai capigruppo consiliari presenti (Oliveri del Misto, Bianchini vice del Pdl, Pernigotti della Lista Biasotti, Scarabelli del Prc e Spanò dei Verdi) e mercoledì prossimo il progetto dello scolmatore e l’iniziativa della Provincia, che dovra avere continuità con un tavolo permanente con i parlamentari nazionali ed europei e le altre istituzioni, saranno presentati anche in Consiglio.

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