rotate-mobile
Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca

Alluvione 2014, 30 negozianti si costituiscono parte civile per chiedere il risarcimento alla Regione

La richiesta è arrivata durante la prima udienza del processo che vede imputate Raffaella Paita, ex assessore alla Protezione Civile, e Gabriella Minervini, ex dirigente, per omicidio colposo e disastro colposo

Sono stati 30 i negozianti che hanno chiesto di costituirsi come parte civile nel processo per l’alluvione del 2014, durante la quale perse la vita l’infermiere Antonio Campanella e decine di esercizi commerciali furono danneggiati dalla violenza del Bisagno.

La richiesta, che include anche la chiamata in giudizio della Regione Liguria per ottenere un risarcimento, è arrivata durante la prima udienza preliminare davanti al giudice Ferdinando Baldini, incaricato di stabilire se rinviare a giudizio Raffaella Paita, oggi capogruppo del Pd in Regione e nel 2014 assessore alla Protezione Civile, e la dirigente regionale Gabriella Minervini. Per loro l’accusa è di omicidio colposo e disastro colposo: secondo la tesi del pm il fatto di non avere diramato l’allerta nonostante l’esondazione di diversi torrenti avrebbe di fatto rallentato i soccorsi.

Il gup ha fissato una nuova udienza per il prossimo 3 febbraio, quando verrà stabilito se accogliere o meno le richieste della parte civile, mentre le due imputate dovranno presentarsi in tribunale il 2 marzo. La difesa di Paita è sempre stata che la diramazione dell’allerta era un atto tecnico, che spettava dunque solo alla Protezione Civile.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Alluvione 2014, 30 negozianti si costituiscono parte civile per chiedere il risarcimento alla Regione

GenovaToday è in caricamento