Alluvione 2014, in appello la procura chiede l'assoluzione per l'ex assessore Paita

Per il procuratore generale, non sarebbe compito di un politico diramare allerte meteo. Il procedimento era iniziato a ottobre, Paita era già stata assolta in primo grado

Assoluzione: è quanto ha chiesto giovedì mattina dalla procura generale di Genova nel corso dell’udienza del processo d’appello sull’alluvione 2014 che vede imputata l’ex assessore regionale alla Protezione Civile, Raffaella Paita.

All’udienza era presente anche Paita, che era già stata assolta nell’ottobre del 2016: le accuse a suo carico erano in primo grado, e restano anche in appello, quelle di omicidio e disastro colposi. Il processo era iniziato lo scorso ottobre proprio su richiesta della procura, che aveva presentato ricorso contro la sentenza di primo grado.

Oggi però, il procuratore ha deciso di chiedere l’assoluzione sposando la tesi che Paita, difesa dall’avvocato Andrea Corradino, ha sempre sostenuto: non è ruolo di un assessore, e quindi politico, diramare l’allerta meteo. Nell’alluvione del 9 ottobre 2014 aveva perso la vita l’infermiere Antonio Campanella, travolto dalla piena del Bisagno in zona Borgo Incrociati, e decine di commercianti avevano subito danni pesantissimi: Paita era stata chiamata in causa come titolare dell’assessorato alla Protezione Civile insieme con l’ex direttore regionale Gabriella Minervini, che era stata anch’essa rinviata a giudizio con rito ordinario e che a oggi sta affrontando il processo di primo grado.

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L’ex assessore, in carica con la giunta Burlando, dal 2010 al 2015, aveva invece scelto il rito abbreviato ed era stata assolta. Al processo partecipano anche le parti civili, tra cui i familiari di Antonio Campanella e i commercianti danneggiati, rappresentati dagli avvocati Giuseppe Maria Gallo, Alessandro Torri, Francesco Penna, Fabio Fossati e Andrea Sighieri. Il processo è stato rinviato al prossimo 18 febbraio, quando toccherà all’avvocato Corradino parlare per perorare la causa di Paita.

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