Alluvione 2011, la Cassazione: «Comune inefficiente e insufficiente»

Diffuse le motivazioni del verdetto emesso dai giudici romani lo scorso 12 aprile al termine di un'udienza che ha disposto un appello bis per il processo sui tragici fatti del novembre 2011

La macchina allestita per gestire l’alluvione del 2011 fu «colposamente insufficiente e inefficiente»: così scrivono i giudici della Corte di Cassazione nella motivazioni della sentenza seguita all’udienza dello scorso 12 aprile, che ha disposto l'appello bis per l'ex sindaca di Genova Marta Vincenzi e gli altri cinque imputati nel processo per le sei vittime dell'alluvione del 4 novembre 2011.

«Ci sarebbero dovute essere, in giro per la città, auto della Polizia municipale munite di megafoni per allertare la popolazione, mezzi con nastri e transenne per chiudere le strade, pronti a concentrarsi nel punto in cui la criticità si fosse palesata tale - scrivono gli Ermellini - E un raccordo costante con forze dell'ordine e vigili del fuoco, oltre che con le direzioni scolastiche e le aziende di trasporto pubblico». Prima dell’esondazione del Fereggiano, proseguono, «c’era ancora quasi un'ora di tempo, ma in realtà non si fece nulla, al Coc erano in confusione».

La richiesta di ricalcolo della pena, per Vincenzi, riguarda esclusivamente il falso: “responsabilità minori rispetto ad altri”, spiega la Cassazione, che ha così motivato la decisione di chiedere un calcolo al ribasso della pena complessiva di 5 anni cui era stata condannata in appello. 

«Diversamente da quanto opinano i difensori degli imputati, la macchina allestita fu colposamente insufficiente ed inefficiente», proseguono i giudici, sottolineando però che, nel corso dell’appello bis per riqualificare la pena, si dovrà per forza tenere conto «del contemporaneo impegno a Eurocities ha comunque reso a Marta Vincenzi più complessa la gestione dell'emergenza e ne attenua la responsabilità rispetto ad altri soggetti, quale l’assessore Francesco Scidone e il massimo responsabile tecnico Gianfranco Delponte, che se ne sono occupati in via esclusiva, dall'inizio alla fine. E che non a caso si palesano come coloro che, in primis, orchestrano il falso», in riferimento alla presenza, inesistente, del volontario Andrea Magini lungo il rio Fereggiano.

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Alla luce delle motivazioni della Cassazione, dunque, è altamente probabile che la condanna dell’ex sindaca verrà leggermente ridotta (in relazione al falso), mentre quelle di Scidone e Delponte dovrebbero essere aumentate.

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