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Piazza Adriatico: chiesa ancora inagibile a un anno dall'alluvione

È passato un anno dall'alluvione che devastò Genova lo scorso 4 novembre 2011, ma la chiesa Santissima Immacolata, il centro di ascolto e banco alimentare di piazza Adriatico non hanno ancora trovato una nuova casa

Genova - È dal 4 Novembre del 2011 che la campana della chiesa Santissima Immacolata di piazza Adriatico non suona più. Dal giorno della terribile alluvione che mise in ginocchio Genova.

È passato un anno e, nonostante la chiesa e il suo centro di ascolto e banco alimentare fossero strutture molto importanti per la comunità, nulla è cambiato. Don Gianni Borzone ha ricordato la vicenda (guarda il video): «L’immobile in cui tenevamo le funzioni è di proprietà del Comune di Genova e ci venne assegnato negli anni ’50. La Santissima Immacolata era l’unica chiesa di Piazza Adriatico. Lo scorso novembre è stata alluvionata, insieme al vicino centro di ascolto e banco alimentare. Tre punti nevralgici per la comunità, punti che improvvisamente sono scomparsi. In particolare il centro di ascolto permetteva a centinaia di persone di avere a disposizione un luogo dove poter essere aiutate. Discorso analogo per il banco alimentare che, dopo la tragedia dell’alluvione, però siamo riusciti a spostare in Via Lodi. Abbiamo chiesto più volte al Municipio di darci una mano. Sono arrivati segnali positivi, ma purtroppo non sono state prese decisioni».

L’importanza del recupero di questi immobili, per i cittadini che abitano la zona, è significativa anche per la difficile situazione che sta attraversando Piazza Adriatico, ma in generale tutta la Val Bisagno. Nella storica piazza, attività lavorative, praticamente, non ce ne sono più, diventando così troppo spesso un ricettacolo di brutte facce.

«I centri in questione accendevano una luce di speranza sulla piazza, da tempo abbandonata a se stessa – ha sottolineato Antonio Di Giorgio, abitante dei Piazza Adriatico e collaboratore di Don Borzone – adesso le messe vengono celebrate temporaneamente all’interno delle limitrofe Scuole Vespertine, in un corridoio stretto che non riesce ad ospitare tutti i credenti. Il centro di ascolto non esiste più e il banco alimentare è stato spostato. Noi capiamo perfettamente che esistano altre priorità, ma guai a sottovalutare l’importanza di queste strutture. Inoltre non chiediamo nulla di particolare al Municipio e al Comune di Genova: solo che ci aiutino a rendere nuovamente agibile la chiesa che, nonostante sia stata alluvionata, non è in condizioni gravissime. Può ancora essere recuperata. Queste zone non vanno abbandonate. D’altronde i vicini magazzini comunali sono stati ristrutturati, perché non possono dare una mano anche noi, dato che si sta parlando di immobili sempre di proprietà di Tursi?».

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