Alisa blocca le donazioni alle Asl, Linea Condivisa chiede spiegazioni

Dopo aver commissariato i presidi territoriali, Alisa avrebbe deciso di gestire in autonomia anche le donazioni di privati cittadini e associazioni. Gianni Pastorino ha inviato una lettera a Toti, Viale e Locatelli per avere chiarimenti

Giovanni Toti insieme a Walter Locatelli

«Non contenta di aver commissariato le Asl liguri, la superagenzia voluta da Toti e Viale avrebbe anche bloccato le donazioni liberali in favore dei presidi territoriali». A denunciarlo è Gianni Pastorino, consigliere capogruppo regionale Linea Condivisa e vicepresidente della Commissione II Sanità, che ha inviato una lettera al commissario straordinario di ALisa Walter Locatelli, al presidente Giovanni Toti e all'assessore alla Sanità Sonia Viale.

«Siamo venuti a conoscenza - si legge nella lettera - del fatto che, negli ultimi giorni, Alisa abbia diffuso una nota in ragione della quale siano state bloccate le donazioni liberali sui conti intestati alle Asl liguri, effettuate da privati cittadini o associazioni a favore di enti e presidi sanitari. Giova evidenziare che le donazioni di che trattasi hanno finalità strettamente legate ai servizi sanitari del proprio territorio: le persone che donano vogliono veder potenziate o migliorate quelle prestazioni di cui beneficiano direttamente».

«Peraltro - prosegue Pastorino - tutte le donazioni liberali sono contabilizzate dalle Asl in maniera rigorosa. Non si capisce quindi perché Alisa voglia avocare a sé queste attribuzioni, sconfessando di fatto la volontà dei cittadini. Come Linea Condivisa siamo sempre stati fautori del finanziamento pubblico al sistema sanitario. E, a nostro giudizio, sono da considerarsi nello stesso solco e di uguale importanza le elargizioni compiute dalla popolazione a vantaggio del proprio servizio pubblico».

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«Non comprendiamo - conclude la lettera - dunque perché tali donazioni non possano essere versate ed impiegate, come atteso dalla popolazione; a meno che non si voglia impedire alle Asl, che soggiacciono a rigidi controlli contabili, di poter utilizzare detti fondi per dotarsi delle strumentazioni che ritengano più necessarie. Siamo dunque a chiedere spiegazioni alla S.V. di quanto sopra riportato. A nostro giudizio, la questione meriterebbe un approfondimento pubblico a beneficio anzitutto dei cittadini, per motivare una scelta che, se confermata dai fatti, ci apparirebbe del tutto incomprensibile».

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