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Alessio Gatti morto dopo la prima volta con l'eroina

A cinque mesi di distanza si torna a parlare della morte di Alessio Gatti. I periti incaricati dalla procura di fare luce sulle cause della morte del 22enne hanno depositato il risultato del loro lavoro

A cinque mesi di distanza si torna a parlare della morte di Alessio Gatti. Prima di rendere conto delle ultime novità ci concediamo, per una volta, una breve premessa.

Martedì 9 luglio via twitter abbiamo ricevuto questo messaggio, che evidentemente ci ha molto gratificato. Emanuele @8_moro_8 @genovatoday: l'unico modo per avere notizie rilevanti su genova siete voi. Il resto sembra @StudioAperto_.

Come i nostri lettori più affezionati hanno avuto modo di notare non ci piace proprio per nulla sguazzare laddove c'è sofferenza, magari per strappare qualche click a un presunto 'concorrente'. Tutto questo per dire che non ci riteniamo parte di quella schiera di reporter che sparano titoloni per attirare lettori.

Ragionando in quest'ottica mai ci saremmo permessi di definire Alessio Gatti un 'tossico'. Il nostro interesse alla vicenda è unicamente dovuto al ruolo che ricopriamo, nostra libera scelta certo, ma che ci impone di informare su come siano andate veramente le cose.

A cinque mesi di distanza da quel 13 febbraio in cui Alessio è stato trovato morto a Villa Novascone in via Capolungo i periti incaricati dalla procura di fare luce sulle cause della morte di Alessio hanno depositato il risultato del loro lavoro.

La famigerata polvere trovata sul tavolino della sala, accanto a una bottiglia di vodka mezza vuota, era droga. Altrettanto certo è che il 22enne non era un consumatore abituale di stupefacenti, anzi.

A stroncare Alessio Gatti quella maledetta notte è stato un mix di alcol e droga, principalmente eroina. Il giovane, secondo quanto scritto dai periti nella loro relazione, aveva assunto anche cocaina, ma questa pare non aver avuto alcun ruolo nella morte del ragazzo.

«Morte da prima assunzione», le parole dei periti non lasciano spazio a fraintendimenti. Alessio era stato sempre contrario alla droga, così come ribadito più volte da papà Franco e mamma Stefania. Il ragazzo stava attraversando un periodo difficile. Forse talmente difficile da spingerlo ad andare contro i suoi principi, a cercare nell'eroina quella serenità al momento smarrita.

Alcune operazioni finanziarie in cui il giovane broker era impegnato non si erano concluse nel modo sperato. E la ragazza che una volta Alessio aveva allontanato gli aveva appena spezzato il cuore, lasciandolo a sua volta.

Con ogni probabilità Alessio non era conscio di quello che stava facendo, aveva solo bisogno di chiudersi un po' in se stesso e cercare di ricaricare le batterie. Il suo organismo non era abituato alla droga e non ha retto quella prima assunzione.

Ora che sembra essere venuta alla luce la verità ci pare giusto che cali il silenzio su questa vicenda, soprattutto nel rispetto del dolore di due genitori, costretti malauguratamente a difendere la memoria di loro figlio in un momento così difficile.

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