Franco Gatti: mio figlio è morto d'infarto, la droga non centra

Dopo la scomparsa del figlio Alessio, Franco Gatti, il 'baffo' dei Ricchi e Poveri', ha deciso di rinunciare a partecipare a Sanremo mercoledì 13 febbraio 2013. Il cantante ha aperto la porta ai giornalisti per mettere in chiaro alcune cose

Genova - Dopo la scomparsa del figlio Alessio, Franco Gatti, il 'baffo' dei Ricchi e Poveri' ha comprensibilmente deciso di rinunciare a partecipare a Sanremo mercoledì 13 febbraio 2013. Il cantante ha aperto la porta ai giornalisti per mettere in chiaro alcune cose che riguardano la morte del giovane, soprattutto per smentire che Alessio potesse fare uso di droga. Ecco le dichiarazioni di Franco Gatti.

«Mio figlio sin da piccolo aveva il terrore delle droghe, glielo ho inculcato io. Di overdose sicuramente non è morto, era un periodo che era stressato, faceva un lavoro di trading in borsa che l'ha stressato molto. Non stava bene, aveva problemi di stomaco. Ora vedremo dall'autopsia cosa salterà fuori».

«L'unica cosa che posso dire di mio figlio è che qualche volta beveva un bicchierino di roba in più, soprattutto vino gli piaceva. Però come tutti i ragazzi quando vanno a fare gli aperitivi, mi sembra una cosa normale».

«Ci terrei a dirlo perché io ora sono abbastanza disperato però cerco di tenere dentro il mio dolore. Non voglio che venga infangata la memoria di mio figlio, non era uno che si drogava. Era un estroverso, era anche una testa di cazzo ma non era un drogato. Dire che è morto di overdose non mi piace proprio per niente».

«Appena ho la certezza, l'autopsia mi dice delle cose, chi avrà scritto questo verrà querelato. L'ho sentito ieri pomeriggio e al contrario del solito, mi ha parlato di un'operazione in borsa, partita bene e poi conclusa male. Studiava a Lugano però aveva il suo computer qua. Spesso e volentieri da Lugano operava qua».

«È una cosa contro natura che un figlio a 22 anni possa morire quando un padre che ne ha 70 come me, che è pieno di acciacchi e di cose, debba essere ancora in vita. Partecipare stasera a Sanremo? Come si fa dai. The show must go on, lo spettacolo devo andare avanti, ma come faccio a salire sul palco, me lo dite come faccio?».

«La regola del teatro dice anche col dolore nel cuore devi andare avanti. Io purtroppo non ce la faccio, i miei colleghi sono daccordo con me, si rifiutano anche loro. Ho detto andate voi due, fate la presenza, io come faccio a salire su un palco?».

«Questo mi dispiace perché manda in crisi anche un'occasione importante come Sanremo che era molto bella dopo tanti anni, dopo tanti festival. Perché il pubblico ci ha votato per andare lì. Purtroppo è andata così».

«Mio figlio diceva dei Ricchi e Poveri 'il tuo lavoro non è un lavoro come il mio, il tuo è un divertimento', come tutti i ragazzi che contestano un padre. Anche se so che mi voleva bene. In cuor suo era contento del mio lavoro, del mio successo».

«Dall'autopsia mi aspetto che lui sia morto d'infarto perché era molto stressato, per cause naturali».

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