Cronaca Via Cesare Festa

«Alcolici anche dopo le 2», polemica sulla Festa dell'Unità al Porto Antico

La denuncia dei commercianti del centro storico, che da maggio fanno i conti con le ordinanze della giunta Doria che regolano la somministrazione di alcolici. Il segretario genovese del Pd Terrile: «Errore che non si ripeterà»

Si infiamma la polemica al Porto Antico per gli stand della Festa dell’Unità, gli stessi dove, stando a quanto denunciato dai commercianti della zona e del centro storico, nel weekend si potevano comprare alcolici in barba alle ordinanze del sindaco Marco Doria che ne vietano la vendita e la somministrazione nel fine settimana dopo le 2.

La denuncia ha preso piede sui social network, dove si è allargata a macchia d’olio: allo stand dei Giovani Democratici i bicchieri di birra sarebbero stati serviti sino alle tre di notte, dunque ben oltre l’orario stabilito dalla giunta Doria nei provvedimenti adottati lo scorso maggio per regolarizzare la movida nel centro storico e a Sampierdarena, zone considerate “a rischio” anche a causa delle conseguenze provocate proprio dall'abuso di alcol. E è servito molto tempo prima che la notizia (ripresa senza indugio da Alessandro Cavo e Ilaria Mussini, rappresentanti di Ascom) arrivasse anche ad Alessandro Terrile, segretario provinciale del Pd, che su Facebook ha risposto a chi lo interpellava in proposito scusandosi pubblicamente.

«Comportamenti del genere non sono nello spirito della Festa de l'Unità - ha spiegato Terrile - Tutti gli stand della Festa chiudono entro le 24, ad eccezione dello stand Giovani Democrativi che somministra bevande. Nessuno vuole speculare sul posizionamento dello stand all'interno o all'esterno dell'area del Porto Antico, per cui lo stand chiude alle 2.00 nei giorni prefestivi e all'1.00 negli altri giorni. La questione è semplice: sabato sera i giovani democratici hanno sbagliato. E sono certo che la cosa non si ripeterà».

Un mea culpa pubblico in cui c’è stato spazio anche per un po’ di “baruffa interna” con l’ormai dichiarato candidato sindaco alle Comunali del 2017, Simone Regazzoni, che dopo avere invitato a «chiedere a Terrile» perché «a me è anche proibito parlare alla Festa», ha aggiunto che «trovo fallimentare l’ordinanza sulla movida, come già detto pubblicamente. Ma le regole devono valere per tutti. Sono pessime figure che ci allontanano ancora di più dalla città». Ma su questo Terrile, chiamato in causa direttamente sulla sua pagina Facebook, ha preferito non commentare.

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