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Alcol e minori, forze dell'ordine e associazioni: «Genitori, osservate i vostri figli»

L'ultimo caso a Santa Margherita Ligure, dove 4 minorenni sono finiti in ospedale alla soglia del coma etilico per avere bevuto troppo in discoteca: la tendenza in Liguria cresce, e resta costantemente monitorare

«Il ragazzino che abusa di alcol spesso lo fa perché c'è qualche problema, magari per attirare l'attenzione dei genitori su questo problema». Franco Cirio, presidente del comitato regionale di Unicef, riflette su un problema che nelle ultime settimane è finito sotto i riflettori per la frequenza con cui si è verificato: minorenni che bevono, in certi casi sino a sfiorare il coma etilico.

L'ultimo episodio risale alla notte tra il 23 e il 24 dicembre a Santa Margherita Ligure, dove quattro ragazzini sono finiti in codice rosso all'ospedale di Lavagna per abuso di alcolici. E soltanto qualche giorno prima alcuni studenti hanno portato alcol a scuola e l'hanno bevuto in classe, finendo per sentirsi male.

Un problema che va affrontato su più fronti, spiegano forze dell'ordine e associazioni che si occupano di infanzia e adolescenza, quello sociale e quello familiare: «Sicuramente registriamo una tendenza - ha confermato il questore di Genova, Vincenzo Ciarambino - Noi dal canto nostro lavoriamo e dobbiamo lavorare per combattere quei locali che danno da bere ai ragazzini, soprattutto in centro storico, incentivando questa tendenza».

La polizia conduce, allo stesso tempo, una campagna di prevenzione in collaborazione con scuole e Asl: «Un dato positivo, su Genova, riguarda la guida: i ragazzi si stanno responsabilizzando - spiega Ciarambino - e c'è sempre uno di loro che si prende la responsabilità di guidare, astenendosi dal bere».

La piaga dell'alcol tra giovanissimi, però, va affrontato anche da chi al minore è più vicino: la famiglia. «Da anni facciamo campagna di sensibilizzazione e prevenzione - dice Cirio - Il problema, in molti casi, è in famiglia, o comunque la troppa disattenzione. A volte il ragazzo si comporta in certi modi per farsi notare, per mandare un messaggio. È impossibile che non ci si accorga se un minore ha il vizio dell'alcol, che è poi l'espressione di un malessere. Ovviamente, non si arriva all'obiettivo punendo e proibendo, ma responsabilizzando. E la prima cosa che devono fare i genitori è osservare con attenzione, e comunicare».

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