Sopralluoghi quotidiani e cassaforti smurate, ecco come agiva la "banda della farfalla"

Albaro e Castelletto i quartieri prediletti da una gang di cittadini georgiani specializzati in furti in appartamento. La tipologia di serratura delle porte era la discriminante nella scelta

Almeno 5 furti al giorno, preceduti da sopralluoghi puntuali e metodici nei quartieri “bene” di Genova per individuare non soltanto gli appartamenti più promettenti dal punto di vista economico, ma anche quelli che avrebbero consentito loro di entrare facilmente e velocemente e di ottenere il massimo risultato in poco tempo.

Così agiva la banda composta da 4 georgiani su cui i carabinieri del Nucleo Investigativo di Genova hanno indagato per oltre un anno, e per cui il giudice per le indagini preliminari del tribunale del capoluogo ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere eseguita nei giorni scorsi.

Che in città siano attivi numerosi ladri specializzati in furti in appartamento è ormai (purtroppo per le numerose vittime) cosa nota, ma la banda di georgiani aveva messo a punto un piano d’azione talmente efficace che nel giro di tre mesi, periodo che gli investigatori stimano siano rimasti in città, sono riusciti a mettere a segno decine e decine di colpi, alcuni riusciti, altri semplicemente tentati. 

Furti appartamento, la mappa dei quartieri "preferiti"

Quartieri preferiti, Albaro in primis, seguito dai Castelletto, Nervi e la Foce: l’importante è che la porta avesse la serratura detta “a farfalla”, un meccanismo particolare che consentiva loro di utilizzare la chiave bulgara per scassinarla ed entrare. Nei borsoni, oltre al grimaldello, anche smerigliatrici e altri attrezzi acquistati nei negozi specializzati direttamente in città, necessari per smurare le cassaforti, individuate con una meticolosa ricerca.

I carabinieri nel Nucleo Investigativo li hanno intercettati per mesi, dopo il primo arresto in flagranza risalente al marzo del 2018: «Questo palazzo è bellissimo, l’abbiamo già fatto, siamo stati al terzo e quarto piano», si dicono alcuni membri della banda mentre percorrono in auto corso Italia e le vie limitrofe.

A oggi gli vengono contestati 5 furti compiuti e parecchi altri tentati, principalmente in lussuose abitazioni di Albaro e Boccadasse: gioielli, denaro, orologi e abiti di lusso (in un caso è stato rubato un intero borsone marca Louis Vuitton, con dentro parecchi altri oggetti di valore), refurtiva il cui valore è stimato intorno ai 70mila euro. Nella stragrande maggioranza dei casi, i ladri si mettevano immediatamente alla ricerca della cassaforte, che smuravano e portavano poi via per aprirla con calma alla base.

Sulla base delle ordinanze emesse dal gip, due uomini di 27 e 44 anni sono stati arrestati, mentre altri due sono ancora ricercati. I carabinieri hanno individuato anche altri due ladri che agivano in coppia e che ogni tanto interagivano con la banda di georgiani: si tratta di un cittadino israeliano e di uno bielorusso, che dopo essere fuggiti a un posto di controllo avevano abbandonato l’auto a noleggio su cui viaggiavano.

All’interno, i militari avevano trovato un passaporto falso, cellulari e una cassaforte risultata oggetto di furto. Le indagini avevano consentito di imputare a loro almeno un furto commesso a San Fruttuoso, e i tabulati telefonici hanno dimostrato che idue si erano più volte messi in contatto con i georgiani, forse per prendere accordi per non “invadere” le zone di competenze, forse per dare una mano nel caso in cui la banda fosse in carenza di “personale”. Anche per loro il gip ha emesso un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, e uno dei due è già stato rintracciato a Napoli.

Furti appartamento, i consigli per proteggere la casa quando si è via

«In estate ovviamente i furti aumentano - conferma il tenente colonnello Paolo Sambataro, comandante del Nucleo Investigativo provinciale - I ladri ormai hanno affinato le tecniche, e questa banda di georgiani era precisa, organizzata e molto preparata. Studiavano il colpo nel dettaglio, gli appartamenti, i palazzi e i proprietari, e solo quando erano sicuri entravano in azione».

E alla luce delle ultime settimane di estate, e di ferie, i consigli, per chi teme in una sgradita visita da parte dei ladri, sono sempre gli stessi: «Buon senso, e accorgimenti tecnici - spiega ancora Sambataro - Non è detto che per proteggersi dai ladri servano solo sistemi di allarme di ultima generazione. Ci sono sistemi di video sorveglianza che mandano alert sul telefonino che funzionano bene e non costano troppo. Anche un cane è sicuramente un deterrente per i ladri: nelle case in cui sanno che c’è, solitamente si tengono alla larga. E poi creare una rete con i vicini, informarmi che si starà via, chiedere loro di passare da casa ogni tanto, di ritirare la posta per evitare che si ammucchi in cassetta dimostrando a eventuali “vedette” che non c’è nessuno in casa».

Anche il giardino, se c’è, può mandare segnali pericolosi: «Lasciare l’erba alta e incolta non solo aiuta i ladri a mimetizzarsi in caso di necessità, ma suggerisce anche che non c’è nessuno che se ne occupa, e che la casa è quindi vuota: meglio sistemarlo prima di partire. Possono essere utili - aggiunge Sambataro - anche i timer per l’accensione delle luci: basta ricordarsi di accenderle mattina e sera per qualche decina di minuti, e a un ladro in ricognizione sembrerà subito che ci sia qualcuno in casa».

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Infine, attenzione a ciò che accade intorno a sé: «Molte bande impegnate in sopralluoghi segnano le porte degli appartamenti per segnalare a chi di fatto metterà a segno il colpo cosa troverà al suo interno - conclude Sambataro - In altri casi provano a forzare la serratura per vedere se riescono, lasciando delle tracce. Se si nota qualcosa di strano intorno alla porta o alla serratura è sempre meglio segnalare alle forze dell’ordine». 

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